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Lavori male in ufficio? Colpa (anche) della qualità dell’aria

La qualità dell’aria in ufficio può essere una componente rilevante della qualità del lavoro secondo una nuova ricerca americana.

Se quando in ufficio è più difficile restare concentrati e il lavoro viene svolto più lentamente non è necessariamente solo colpa dei colleghi che ci distraggono per una visita alla macchinetta del caffè. Secondo una recente ricerca dell’Università di Harvard, la qualità dell’aria in ufficio sarebbe una componente non trascurabile per la qualità del lavoro. La presenza di inquinamento nell’aria nei luoghi di lavoro finisce per influire sulle capacità cognitive dei dipendenti.

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Qualità dell’aria in ufficio ed efficienza sul luogo di lavoro

Sempre più ricerche hanno dimostrato come l’inquinamento diminuisce la capacità di funzionare del nostro cervello. Gli inquinanti atmosferici come il PM2,5 possono penetrare negli ambienti interni, come case e uffici e i loro effetti possono influire sul nostro lavoro. Per questo motivo i ricercatori americani hanno cercato di capire quanto la qualità dell’aria in ufficio potesse fare la differenza.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, ha coinvolto per un anno circa 300 lavoratori di sei differenti nazioni Cina, India, Messico, Tailandia, Regno Unito e Stati Uniti. Gli uffici presi in considerazione interessavano differenti settori come ingegneria, immobiliare, architettura e tecnologia. All’interno dei luoghi di lavoro i ricercatori hanno misurato la qualità dell’aria tenendo in considerazione le concentrazioni di particolato fine (PM 2,5) e i livelli di anidride carbonica come indicatore di buona ventilazione.

Cosa dice la ricerca

Lo spazio di lavoro di ogni partecipante era stato dotato di un sensore ambientale in grado di monitorare la qualità dell’aria in tempo reale, nonché altri indicatori come temperatura e l’umidità. Ai lavoratori è stato chiesto di partecipare a test cognitivi e sondaggi in orari prestabiliti o quando i sensori ambientali rilevavano livelli anomali di PM 2,5 e CO2. Dai dati è risultato come i tempi e l’accuratezza delle risposte test cognitivi erano più lenti quanto più aumentavano le concentrazioni di particolato e anidride carbonica. Per i ricercatori questo mostrerebbe come la scarsa qualità dell’aria e bassi livelli di ventilazione influiscano fortemente sulla salute e sulla produttività di chi lavora in ufficio. Molto di più di quanto si pensasse fino ad ora.

Aprire la finestra tuttavia potrebbe non bastare, soprattutto se si lavora in un luogo dove la qualità dell’aria è scarsa in partenza. Secondo Joseph Allen, autore dello studio, “Strategie come una migliore ventilazione e filtraggio dell’aria sono fondamentali per estendere la funzione cognitiva e la produttività dei lavoratori, rendendo gli edifici sani sia per la salute pubblica che per la strategia aziendale”.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.