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L’annuncio a sorpresa della Cina: entro il 2060 azzererà le emissioni

Il presidente Xi Jingping ha saranno aumentati gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico. La svolta passa dall'abbandono del carbone

La Cina ha annunciato a sorpresa che azzererà le sue emissioni di anidride carbonica (CO2) entro il 2060. A comunicarlo è stato il presidente Xi Jinping durante l’Assemblea Generale dell’Onu in corso in questi giorni. Xi ha fatto sapere che il suo Paese, considerato il maggior inquinatore del pianeta, rafforzerà i suoi sforzi per contrastare il cambiamento climatico.

Cina azzeramento emissioni

Dal 2030 l’inversione di tendenza

Dopo l’annuncio, c’è curiosità nel capire come procederà verso questo ambizioso traguardo. Tutti i circa 200 firmatari dell’Accordo di Parigi del 2015, il patto per contenere l’aumento della temperatura globale sotto l’1,5 C°, entro il 2020 dovranno aggiornare i loro impegni in tema di clima. I dettagli sul piano cinese potrebbero emergere proprio con questo passaggio che dovrebbe avvenire il prossimo mese. Includerà le iniziative da mettere in campo tra il 2021 e il 2025. Questi particolari, tuttavia, saranno resi pubblici solo a marzo 2021.

Quello che è certo è che la Cina punta a frenare le emissioni iniziando l’inversione di tendenza nel 2030, anno di raggiungimento del picco massimo previsto, per poi tagliarle gradualmente entro il 2060. Lo farà con misure di compensazione. “La Cina aumenterà il suo contributo (all’Accordo di Parigi) adottando politiche più vigorose”, ha detto Xi Jinping. Una svolta che ha come obbiettivo quello di avviare “una ripresa verde dell’economia mondiale nell’era post Covid”.

Le politiche necessarie

Questa transizione dovrà necessariamente passare dallo stop alla costruzione di centrali elettriche alimentate a carbone nel Paese e al taglio dei finanziamenti per lo stesso genere di impianti all’estero. La Cina, infatti, può contare su un’enorme influenza all’estero, resa ancora più grande dal progetto della Nuova Via della Seta. Basti pensare che nell’ultimo anno fiscale terminato a giugno, il Pakistan ha visto innalzarsi al 57 percento la quota di energia elettrica prodotta a carbone. E la maggior parte di questa produzione è proprio conseguenza degli investimenti cinesi.

Un altro passo che dovrà fare Pechino sarà quello di potenziare l’utilizzo delle tecnologie per l’energie rinnovabili. Il Paese è già leader mondiale nel settore ma per azzerare le emissioni in meno di tre decenni dovrà raddoppiare il loro sfruttamento. Uno sforzo che permetterà di renderle più economiche e quindi accessibili ad altri Paesi che desiderino a loro volta fissare obbiettivi ambiziosi in materia di clima.

Lo scontro con gli USA

Aspettando i fatti, l’annuncio di Xi Jingping per il momento viene visto soprattutto come una risposta ai recenti attacchi di Donald Trump. Il presidente americano ha criticato duramente “il dilagante inquinamento” prodotto dalla Cina. Il numero uno della Casa Bianca ha anche definito l’Accordo di Parigi un patto a senso unico che lascia troppa libertà al gigante asiatico.

L’approvazione dell’Ue

Accoglienza positiva da parte dell’Unione Europea che negli ultimi tempi ha negoziato con il Dragone  per fissare degli impegni certi in materia di emissioni. Ma l’Ue ha anche chiesto al Paese di anticipare il raggiungimento del picco di emissioni al 2025 per dare un’ulteriore accelerata alla lotta al surriscaldamento globale. “Accolgo positivamente l’annuncio del presidente Xi”, ha detto il commissario per il Clima e del Green Deal europeo Frans Timmermans.

REDAZIONE
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