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Lana vegana, la nuova frontiera per una moda sostenibile

Fino a poco tempo fa non era possibile parlare di lana vegana senza incorrere in contraddizioni lessicali, oggi invece, grazie a Weganool, è possibile.

Il settore della moda muove ogni anno milioni di dollari: dal fast fashion all’haute couture tutti ne sono coinvolti. Il rovescio della medaglia però, spesso è ben mascherato e solo i più attenti sono in grado di vedere cosa c’è dietro un capo di abbigliamento. Non parliamo di sfruttamento della manodopera, non è certo questa la sede, ma di impatto ambientale. È solo grazie all’interesse crescente delle persone che i grandi marchi hanno deciso di rendere le loro produzioni più green ed ecosostenibili favorendo e alimentando la ricerca di nuove fibre, come la lana vegana.

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Cos’è la lana vegana?

Presentata a Londra in occasione del Future Fabrics Expo, la fiera dei nuovi materiali, la lana vegana si chiama Weganool ed è 100% vegetale. Nata dall’idea di una società indiana, la Faborg, è composta per il 70% da cotone biologico e per il 30% da Calotropis, una pianta selvatica che cresce abbondante nelle zone più desertiche dell’India. Le fibre della pianta sono leggere e cave, proprio come quelle della lana di alpaca, inoltre, la sua produzione non richiede né acqua né pesticidi, inserendosi in modo del tutto naturale nell’ambiente.

Gli scarti poi sono utilizzati da secoli per la preparazione di un fertilizzante e pesticida naturale, oltre che nella medicina ayurvedica. Le due fibre naturali, lavorate insieme, permettono non solo di ottenere un materiale adatto alla realizzazione di abiti dalle proprietà antimicrobiche perfetti per la termoregolazione nei climi freddi, ma anche di risparmiare complessivamente oltre 9.000 litri di acqua. A questi vantaggi va aggiunto il fatto che essendo Weganool ottenuta da fibre naturali, è rispettosa non solo dell’ambiente ma anche degli animali. Questa peculiarità le è valsa il premio Vegan Fashion Award, assegnatole dall’associazione Peta che si occupa del trattamento etico degli animali.


È grazie a questa innovazione che per la prima volta è stato possibile parlare di lana vegana senza incorrere in nessuna contraddizione, segno che anche la moda presta sempre più attenzione al tema della sostenibilità ambientale.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.