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La vernice “rinfrescante” che potrebbe ridurre le emissioni degli edifici

La nuova pittura fa calare la loro temperatura interna di 1,7 C° riducendo l'uso dei condizionatori. Gli immobili producono il 28% delle emissioni globali

La riduzione dei consumi energetici degli edifici e delle conseguenti emissioni potrebbe passare da un nuovo tipo di verniciatura dei loro esterni. Un studio ha confermato infatti le qualità “rinfrescanti” di un nuovo tipo di pittura bianca. Il prodotto è in grado di riflettere il 95,5 percento della luce solare e di ridurre la temperatura degli spazi interni degli immobili fino a 1,7 C° rispetto alla temperatura ambiente.

Pittura rinfrescante edifici

Le emissioni degli immobili

La soluzione aiuterebbe a contrastare l’inquinamento degli edifici. Questi sono una delle principali fonti di anidride carbonica (CO2). La causa sono soprattutto i loro sistemi di raffreddamento e riscaldamento come i condizionatori. Secondo il  World Green Building Council, queste attività, insieme all’illuminazione, sono responsabili del 28 percento delle emissioni globali di CO2. Come mai? Molto semplicemente perché l’energia utilizzata deriva da carbone, petrolio e gas. In Europa, ad esempio, il 75 percento del fabbisogno energetico deriva proprio dai combustibili fossili.

I tentativi per trovare dei sistemi per raffreddare e riscaldare le case sono andati avanti per decenni. Tra questi, si trovano un grande numero di pitture riflettive, ma nessuno di questi prodotti si è rivelato in grado di respingere in maniera soddisfacente i raggi del sole e rinfrescare la temperature interna dell’immobile. Ma il nuovo prototipo sembra avere centrato l’obiettivo.

La nuova vernice “rinfrescante”

Nel corso di un esperimento – ha spiegato il Xiulin Ruan, professore della Purdue University in Indiana e autore dello studio – abbiamo posizionato una superficie pitturata con la vernice all’esterno, esposta alla luce del sole. Questa ha raffreddato di 1,7 C° la temperatura ambiente e durante la notte è scesa addirittura a 10 C°”.

Per raggiungere questo risultato, la chiave è stata l’aggiunta di carbonato di calcio al mix della vernice. Gli scienziati hanno però utilizzato differenti taglie di particelle della sostanza ad alte concentrazioni. Solo in questo modo sono riusciti ad ottenere una percentuale di luce solare riflessa del 95,5 percento. Il motivo è presto detto: “La luce del sole ha un vasto spettro di lunghezze d’onda – ha illustrato il professor Ruan – Sappiamo che le differenti misure delle particelle possono riflettere solo una lunghezza d’onda in maniera efficace, così abbiamo deciso di usarne di diverse misure per respingerli tutti”.

Una soluzione per i data center

Il prodotto non è ancora in commercio e dovrà essere sottoposto ad un alto numero di test per verificarne affidabilità ed efficienza. I ricercatori, tuttavia, sono ottimisti e già immaginano la vasta gamma di applicazioni che potrebbe avere. Una di queste è la verniciatura esterna dei grandi data center che contengono i server, grandi consumatori di energia per il raffreddamento. L’assenza di componenti metallici tra gli ingredienti la renderebbe idonea allo scopo, in quanto non interferirebbe con i segnali elettromagnetici.

REDAZIONE
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