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La terra dell’Amazzonia è la meno fertile del mondo

Sapevate che la terra dell'Amazzonia è la meno fertile del mondo? Può sembrare un controsenso, ma è proprio così, e rende gli incendi ancora più pericolosi.

È proprio così: la terra dell’Amazzonia è la meno fertile del mondo. Nonostante sia uno degli ambienti con la maggiore concentrazione di biodiversità e organismi in generale, il suo terreno è estremamente povero di nutrienti. Coltivare dove prima si trova la foresta amazzonica è estremamente complesso e questo rende la questione degli incendi nella regione ancora più pericolosa.

Lo strano mondo della foresta amazzonica

La domanda a questo punto sorge spontanea: come fa uno dei luoghi più rigogliosi della terra ad avere uno dei suoli meno fertili del mondo? La risposta sta proprio nelle dinamiche che caratterizzano questi luoghi. La foresta amazzonica si sviluppa su più livelli, con gli alberi più grandi che possono arrivare tra i 60 e gli 80 metri di altezza. Poi ci sono le piante intermedie e infine il sottobosco, il punto più buio e umido della foresta in cui la luce del sole fa quasi fatica a penetrare.

Il numero di piante è semplicemente impressionante: in un ettaro di foresta amazzonica si possono trovare anche 450 specie diverse di alberi, mentre in tutta la Germania se ne contano appena 100. La biomassa che si sviluppa in quei luoghi è enorme e necessita di una quantità di nutrienti altrettanto spaventosa. Ed è qui che ci si comincia a intuire il motivo della sorprendente sterilità del terreno: la vegetazione è così densa e fitta, la competizione così accesa, che ogni nutriente della terra viene sfruttato all’istante o immagazzinato nelle piante stesse.

Per questo la terra dell’Amazzonia è la meno fertile del mondo, perché non rimane nulla se non sabbia e argilla al di sotto di un sottile strato di humus. Le radici degli alberi si spingono in profondità come sostegno la maggior parte dei nutrienti sono assorbiti negli strati più superficiali del terreno. Così, quando gli incendi causati dai contadini lasciano spazio alla terra brulla per coltivare, ci si trova con una terra che può sostenere appena qualche anno di produzione e che dovrà essere arricchita costantemente con fertilizzanti.

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.