inNaturale
Home
>
La storia di McDonald’s tra realtà e finzione

La storia di McDonald’s tra realtà e finzione

Il film The Founder racconta la storia di McDonald’s, nello specifico dell’incontro tra Ray Kroc, interpretato da Michael Keaton, e i fratelli McDonald. Cosa c’è di vero?

Parlare della storia di McDonald’s significa parlare della catena di ristoranti più famosa del mondo, fondata a metà degli anni Cinquanta da un’intuizione dell’imprenditore americano di origine cecoslovacca di nome Ray Kroc. Ma non è stata questa figura eccentrica a ideare né il concetto stesso del fast food né il nome dell’attività.

Il genio vero e proprio di questa idea appartiene ai fratelli Richard e Maurice McDonald, conosciuti dallo stesso Kroc quando egli vendeva dei frullatori per frappè. E la pellicola The Founder racconta, tra fedeltà storica e finzione narrativa, proprio il loro incontro casuale e le vicende che portarono alla nascita del numero uno dei fast food.

La storia di Ray Kroc e l’incontro con i fratelli McDonald

Ciò che è senz’altro fedele da un punto di vista della storia di McDonald’s è la biografia di Ray Kroc e il primo faccia a faccia con gli ideatori di un piccolo e innovativo ristorante nel sud della California. Dopo aver combattuto la II Guerra Mondiale, Kroc si mise a fare il venditore di molte delle cose citate nel film. Come i Multimixer per frappé a cinque lame ideali per fare velocemente tanti frullati; questi ultimi iniziò a venderli nel 1938 e continuò fino al 1954. In quell’anno egli ricevette un ordine di sei frullatori dai McDonald’s, proprietari di un locale di San Bernardino. Stupito da quella richiesta, l’uomo d’affari dell’Illinois andò a vedere quel loro ristorante.

E il venditore rimase folgorato dal «sistema espresso» - come lo chiamavano i fratelli – per la preparazione rapida del cibo. Nel film l’incontro tra Kroc e i McDonald è raccontato con precisione: è vero che Richard e Maurice non erano interessati ad espandersi, così come è attendibile il modo in cui si arrivò al contratto per affidare a Kroc l’affiliazione di nuovi McDonald’s. Non ci sono invece prove su come i fratelli cambiarono la nuova disposizione del locale disegnato a terra in un campo da tennis e far provare ai dipendenti i nuovi movimenti, come si vede nel film.

McDonald’s: una questione di meriti

A partire da allora Kroc divenne agente del loro franchise, e da qui vi sono alcune imprecisioni nella pellicola. L’idea di aprire nuove filiali sembra essere un’idea di Kroc. In realtà essa era già venuta in mente ai McDonald prima di incontrare l’uomo d’affari, ma senza grande successo: come riporta Money, nel 1954 erano già sei i ristoranti. Inoltre, se nel film sembra che Kroc ebbe la visione degli iconici «archi dorati», in realtà Business Insider fa presente come furono disegnati dall’architetto Stanley Clark Meston nel 1952 per Richard e Maurice. A tal proposito, uno dei punti di forza del film è la rigorosa fedeltà delle strutture, iconografie e dei brand del passato: come descrive il New York Times, la produzione del film ha ottenuto il permesso di accedere al materiale d’archivio e i diritti d’immagine per raccontare la storia di McDonald’s.

Storia di un accordo non scritto

La storia di McDonald’s vede nello svolgersi degli eventi, così come nel film, le modalità in cui Kroc cominciò ad eliminare i due fratelli dal ristorante e affibbiarsi il merito di essere il fondatore del McDonald’s. E’ infatti vera la gelosia di Kroc per il cognome dei due fratelli: «Cosa puoi mai fare con un nome come Kroc?» dirà a TIME nel 1973, così come nell’ultimo confronto con i fratelli verso la fine del film.

Nel 1961 infatti Kroc acquistò dai McDonald, oltre al nome, anche tutti i marchi di fabbrica, i diritti d’autore e le formule, per 2,7 milioni di dollari e l’1% dei guadagni. Tutto con una semplice stretta di mano. Su quest’ultimo dettaglio le fonti non sono unanimi, si sa solo che Kroc non diede mai loro la percentuale pattuita. Kroc disse anche, in quell’intervista a TIME, che obbligò i fratelli McDonald a togliere il nome dal loro ristorante di San Bernardino, come si vede nella conclusione della pellicola.


Jacopo Orlo
Scopri di più
Studente di Giornalismo, la mia passione è tutto ciò che riguarda il mondo dell'intrattenimento: cinema, fumetti, serie tv, videogiochi. Alla ricerca di cose nuove e stimolanti che possano essere condivise con chi nutre le mie stesse passioni.
Scopri di più
Studente di Giornalismo, la mia passione è tutto ciò che riguarda il mondo dell'intrattenimento: cinema, fumetti, serie tv, videogiochi. Alla ricerca di cose nuove e stimolanti che possano essere condivise con chi nutre le mie stesse passioni.
Iscriviti alla newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità editoriali, i prodotti e le offerte