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La spiaggia di Leonardo Di Caprio chiude causa inquinamento

Maya Bay, la spiaggia di Leonardo di Caprio nel film The Beach chiuderà al pubblico a causa dell’inquinamento prodotto dai turisti.

La spiaggia di Leonardo di Caprio, Maya Bay, resa celebre grazie al film The Beach del 2000, è stata chiusa al pubblico fino a data da definirsi. Accade in Thailandia dove quello che doveva essere solo un provvedimento temporaneo del governo di Bangkok è stato esteso e ora non ha una data di scadenza.

La spiaggia di Leonardo di Caprio chiusa per inquinamento

La spiaggia di Leonardo di Caprio chiusa per inquinamento

Fino al 2000 era praticamente un paradiso incontaminato ma proprio la fama portata dal film «The Beach» con protagonista l’allora giovanissima star americana è stata la sua rovina. Le sabbie dorate e l’acqua cristallina erano già state contaminate dall’attività delle riprese per via della presenza della troupe e delle sue necessità. A portare il danno più grande tuttavia è stato l’immenso flusso di turisti che negli ultimi 18 anni si è riversato costantemente sulla spiaggia di Maya Bay.

Thailandia la spiaggia di Leonardo Di Caprio chiude a causa inquinamento

Fino a 5000 persone al giorno (poco meno di due milioni di persone all’anno) sulla sabbia e circa 200 imbarcazioni nelle acque circostanti secondo le autorità thailandesi. Il governo aveva emanato un provvedimento lo scorso giugno chiudendo la baia inizialmente per quattro mesi in modo da consentire una prima pulizia. L’entità constatata del danno ambientale tuttavia aveva portato all’estensione del provvedimento fino ad un anno. Oggi invece, proprio in virtù dell’enorme estensione del danno, la spiaggia resterà chiusa fino all’intero ripristino dell’ecosistema originario, il che potrebbe richiedere molto tempo.

Distrutto l’ecosistema di Maya Bay

Secondo le autorità che si sono prese in cura Maya Bay, nella spiaggia di Leonardo Di Caprio circa l’80% dei coralli presenti prima del 2000 è stato completamente distrutto a causa dell’attività e dei rifiuti prodotti dalla presenza dei turisti. Fino ad oggi le autorità thailandesi erano restie a chiudere l’accesso per via degli introiti generati dall’afflusso costante di visitatori: circa 400 milioni di bath, ovvero circa 10 milioni di euro all’anno.

Distrutto l’ecosistema di Maya Bay

Il danno alla spiaggia tuttavia è incalcolabile e da questo primo ottobre l’accesso alla baia, sia sulla terra che via mare è ufficialmente interdetto al pubblico fino a data da stabilirsi. Sul luogo resteranno solamente i lavoratori dediti alla pulizia e al ripristino dell’ambiente originario. Il governo ha infatti già ripiantato un migliaio di coralli con l’intenzione di estendere il progetto. Non è l’unica «emergenza turisti» nella regione, anche l’Indonesia ha lanciato diversi provvedimenti per l’inquinamento dell’isola di Bali generato proprio dall’eccessiva presenza di turisti.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.