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La crisi climatica sta silenziando il canto degli uccelli

Il canto degli uccelli sarebbe diventato più silenzioso negli ultimi 25 anni a causa della crisi climatica e la conseguente ridistribuzione dei volatili.

A meno che non si tratti di una tortora o un colombo che hanno deciso di farvi il nido sotto la finestra, il canto degli uccelli può essere un ottimo motivo per svegliarsi di buonumore. Non si tratta solo di un suono caratteristico dell’ambiente che ci circonda, sarebbe un vero e proprio punto di contatto tra l’uomo e la natura. Eppure il coro di suoni dovuto al canto degli uccelli sta cambiando a causa della crisi climatica secondo un nuovo studio dell’Università dell’East Anglia, in Inghilterra. I ricercatori hanno scoperto che negli ultimi 25 anni i nostri parchi e giardini sono diventati più silenziosi.

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Foto: jmrockeman @pixaby

Cosa dice la ricerca sul canto degli uccelli

Il team di ricerca ha combinato i dati di monitoraggio degli uccelli con registrazioni di singole specie in natura. Questo ha permesso di ricostruire i paesaggi sonori di oltre 200.000 località tra Europa e Nord America negli ultimi 25 anni. Gli scienziati hanno quindi quantificato i dati grazie a indici progettati per misurare la distribuzione dell’energia acustica attraverso frequenze e tempo. Ogni indice ha esaminato la complessità e la varietà del canto di diverse specie, misurando diversità e l’intensità in generale. Ebbene, dai dati sarebbe emerso un diffuso declino nella diversità e nell’intensità acustica. Come a dire, la crisi climatica sta rendendo il canto degli uccelli più silenzioso e meno variegato.

Cosa significa per il futuro?

Come accennato, il canto degli uccelli è un elemento di contatto tra uomo e natura. L’azione di “silenziamento” in atto a causa della crisi climatica potrebbe avere effetti imprevedibili sulla nostra salute e sul nostro benessere, soprattutto psicologico. La perdita del canto di alcune specie potrebbe essere particolarmente significativa: uccelli come l’allodola o l’usignolo ad esempio, dal canto particolarmente intricato, potrebbero avere un impatto maggiore. Purtroppo è difficile per il momento prevedere esattamente gli effetti a lungo termine. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.