BevandeBirraStoria

La birra nel Medioevo

Dopo babilonesi e egizi è il turno dei grandi regni medioevali, periodo in cui la birra trova uno dei suoi momenti di splendore

La storia delle prime bionde dell’umanità è lunga e spesso legata a divinità e miti. Eppure sono molti i motivi per cui diventerà così importante in un epoca più vicina alla nostra, il Medioevo, nel quale la birra giocherà un ruolo fondamentale per molte classi sociali.

Un passo indietro: la cervogia

Fino a circa il 1200 l’utilizzo del termine ‘birra’ è in un certo senso scorretto: non contenendo il luppolo ed essendo ancora densa e scura, quasi sempre senza schiuma, questa bevanda è meglio definita dalla parola cervogia, la cui etimologia è da ricercare nel nome della dea dell’agricoltura Cerere. Le prime testimonianze in Europa la fanno risalire all’800 a.C. dove veniva prodotta da alcuni popoli germanici. I Romani descrivono questa bevanda come un “barbaro vino d’orzo”, un prodotto adeguato esclusivamente per popoli, appunto, barbari.

Gambrinus fu chiamato finché visse, regnò in quel di Fiandre e di Bramante. Dall’orzo il malto pria di tutto estrasse, poscia di birra fé l’arte brillante tal che li posteri vantasse d’aver avuto un Re, Mastro insegnante.

Ballata popolare tedesca
Sanktus Gambrinus
La birra nel Medioevo Sassonia

Molti anni dopo la dea Cerere interviene un’altra leggenda a giustificare la nascita della mitica bevanda: inventore della birra e fondatore della città di Cambrais, il re contemporaneo di Carlo Magno viene descritto come un uomo estremamente robusto e rubizzo, con una corona di orzo intrecciato, una lunga barba e un boccale schiumante in mano. Per quanto storicamente inaccurata, la leggenda ci fa capire ancora una volta quanto questa bevanda fosse radicata nella cultura di diversi popoli, soprattutto nelle zone in cui tutt’oggi la birra può considerarsi bevanda nazionale. In fondo anche babilonesi e egizi avevano le loro leggende sull’argomento, come raccontato in un altro articolo.

Qualità germanica

È dal Medioevo germanico che la birra inizia ad assomigliare sempre di più a quella comune bevanda ben conosciuta che accompagna le partite di calcio e i pomeriggi assolati. In prima istanza l’attività produttiva esce definitivamente dalle mura domestiche per diventare vera e propria professione, fino ad assumere dimensioni semi industriali. Le anfore e i tini di coccio sono sostituiti dai recipienti di rame, i quali le regalano un carattere più fine, allo stesso tempo iniziano a sorgere ‘fabbriche’ più o meno grandi in diversi paesi e tra questi la competizione per la birra migliore si fa subito accesa.

Nel 1270 si inizia ad utilizzare il luppolo, dopo aver scoperto lo sposalizio perfetto col malto d’orzo. Passa qualche secolo in cui la birra continua a perfezionarsi e nel 1516 viene promulgata la famosa ‘Legge della purezza’, introdotta da Guglielmo IV di Bavaria, che recitava: “[…] in particolare vogliamo che d’ora in avanti nelle nostre città, mercati e paesi, non sia usata o venduta alcuna birra con altri ingredienti che non siano solo luppolo, malto d’orzo e acqua […]”. Quale trattamento veniva riservato a chi era sorpreso a barare? Innanzitutto bisogna smascherare il truffatore, e già qui l’ingegno medioevale si supera: il birraio veniva fatto sedere su una panca bagnata con la birra incriminata. Se una volta asciugatasi le braghe del indiziato rimanevano attaccate alla seduta diventava palese l’uso della resina come aromatizzante e la punizione veniva eseguita.

Fonti: Atuttabirra- Wikipedia – Birrainforma

REDAZIONE

Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.