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La biodinamica funziona sul serio?

Tra tutti i metodi alternativi alla coltivazione tradizionale quello biodinamico è quello che può lasciare un po' più perplessi: cosa succede quando produzioni biologiche e astrologia si incontrano?


Esistono tantissimi metodi di coltivazione differenti, negli ultimi decenni in particolare sono stati recuperati metodi relativamente tradizionali con cui lavorare il terreno al meglio, magari sottraendolo alla continua erosione delle lavorazioni estenuanti e all’’uso intensivo di fertilizzanti chimici. Se prima era il biologico a essere il baluardo di chi voleva produrre in modo diverso e sostenibile, ora c’è un altro tipo di agricoltura, la biodinamica, a segnare un passo nuovo, e cospicuamente più costoso, della coltivazione alternativa. Ma funzionerà?

Catturate un topo abbastanza giovane e spellatelo in modo da recuperare la pelle. Ora avete la pelle (ci sono sempre abbastanza topi, ma devono essere topi di campo se volete fare questo esperimento). […] Quando Venere è nello Scorpione procuratevi la pelle di un topo e bruciatela. Raccogliete attentamente le ceneri e gli altri resti della combustione. Non sarà rimasto molto, ma se avete abbastanza topi è sufficiente. […]

Rudolf Steiner

approccio esoterico

I principi

Ad aprire la strada della biodinamica è stato il filosofo Rudolf Steiner, famoso anche per aver gettato le basi dell’omeopatia, più volte finita sotto i riflettori della comunità medica in quanto priva di un qualsiasi fondamento scientifico. Semplificando significativamente la questione, possiamo dire che il cuore della biodinamica è un approccio esoterico estremamente attento ai ritmi cosmici e lunari, così come ai flussi di energia e alcuni principi che condivide con l’omeopatia, come le forti diluizioni e il simile guarisce il simile. Di queste e altre teorie parlò Steiner in un ciclo di otto conferenze all’inizio degli anni venti.  Queste basi vengono applicate con diverse sfumature, denotando anche all’interno della tecnica correnti diverse di pensiero.

Cornoletame?

Come per l’omeopatia c’è chi sostiene la validità del metodo, anche se a oggi gli unici studi scientifici svolti con rigore dimostrano che non esiste alcuna differenza tra un prodotto biologico e uno biodinamico. Il corno letame, conosciuto tecnicamente come preparato 500, è un esempio abbastanza emblematico di un preparato adatto a questo tipo di coltivazione: “La vacca ha le corna al fine di inviare dentro di sé le forze formative eterico-astrali, che, premendo verso l’interno, hanno lo scopo di penetrare direttamente nell’organo digestivo. […] Così nelle corna abbiamo qualcosa di ben adattato, per sua natura, a irradiare le proprietà vitali e astrali nella vita interiore.

Non esattamente il gergo che ci aspetterebbe di trovare a un ciclo di lezioni tenute sull’agricoltura. Va anche detto che troverete molto poco di questi stralci nei siti specializzati, probabilmente troppo esoterici persino per i produttori, che si limitano a indicare questo preparato da utilizzare con effetto assicurato. Ma assicurato da chi?

Una questione di marketing

E se fosse una questione di marketing?

Interessante un aspetto peculiare del biodinamico: si applica quasi esclusivamente o comunque in maggior parte, al mondo del vino. Non è una casualità ovviamente, probabilmente il settore è adatto per ammortizzare i costi dell’impiego di prodotti la cui efficacia non è comprovata, o almeno non a livello di quelli canonici. Lasciamo che sia Dario Bressanini a darci una mano come già è successo in altri nostri articoli: in un paio di suoi articoli tratta dell’argomento e in uno in particolare parla proprio di vino biodinamico.

Il giornalista fa notare come, nei vini di fascia alta soprattutto, diventi molto importante oltre la qualità diciamo oggettiva del vino, anche le suggestioni e sensazioni che questo può suscitare. E chi di voi non ha almeno un amico che per quanto razionale è in grado di tenervi un discorso su ‘energie’ e ‘vibrazioni’ non meglio identificate? Tutto terreno fertile per un vino, tra l’altro elemento da mille valori simbolici e evocativi, dalle radici profondamente radicate nell’esoterismo.

Ma gli studi svolti cosa ci dicono? “Studi citati dai fautori della biodinamica dimostrerebbero che il concime addizionato con il cornoletame ha una composizione chimica diversa da quello non trattato, il che non stupisce, visto che i due concimi contengono componenti diversi. Non è però chiaro, e le pubblicazioni non lo dicono, perché l’uno dovrebbe essere migliore dell’altro. Un articolo di confronto sul suolo fertilizzato usando sia compost biodinamico sia non trattato conclude che «non sono state trovate differenze tra il suolo fertilizzato con compost e preparati biodinamici rispetto a quello dove i preparati non sono stati utilizzati».”

La domanda sorge abbastanza spontanea a questo punto: quanto della spesa sostenuta in più per portare a casa un prodotto biodinamico ha una giustificazione oggettiva?

Fonti: Dissapore – Ilpost – Repubblica – NationalGeographic – Bressanini-lescienze – Demeter – Biodynamic

TOPIC biodinamica
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.