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Inquinamento idrico in Francia: un’indagine scatena le accuse

Un’indagine ha rivelato importanti informazioni sull’inquinamento idrico in Francia. A essere sotto accusa è la più grande industria casearia del Paese.

L’organizzazione non governativa Disclose ha condotto un’approfondita indagine su Lactalis. Si tratta del più grande colosso agro-caseario della nazione e a essere in discussione è la sua gestione. Sono infatti emersi dati allarmanti sul contributo dell’industria all’inquinamento idrico in Francia. Lactalis afferma di essere all’avanguardia e non mancano le polemiche. A essere sotto accusa è anche l’apparato legislativo francese inerente agli standard ambientali.

Inquinamento idrico Francia

La realtà di Lactalis:

Lactalis è oggi associata a prodotti come il Camembert Président e la mozzarella Galbani. È stata fondata nel 1933 ed è tutt’ora a conduzione familiare. Grazie a innovazioni, come l’introduzione del latte UHT a lunga conservazione del 1960 l’azienda si è affermata a livello internazionale. Oggi Lactalis dà lavoro a 80.000 persone in 94 stati con un fatturato di circa 18,5 miliardi di euro annuali. A oggi l’azienda non è ancora quotata in borsa, quindi chi la dirige non deve rispondere a un consiglio di amministrazione e gode di una certa libertà. Secondo Disclose questo ha contribuito notevolmente all’eccesso di inquinamento idrico.

I dati allarmanti:

Disclose ha preso in esame 60 dei 70 impianti gestiti da Lactalis sul territorio nazionale. Oltre la metà degli stabilimenti non ha rispettato gli standard per l’inquinamento idrico in Francia. 34 impianti hanno sversato nei fiumi più del consentito, 8 hanno prelevato troppa acqua e in 14 impianti gli apparati di auto monitoraggio non sono risultati funzionanti. Gli sversamenti sotto accusa sono quelli di derivati del latte, che in grande quantità minacciano la vita ittica e quelli dei sottoprodotti del trattamento delle acque reflue. A mostrare il segno dell’inquinamento idrico in Francia sono soprattutto i fiumi fra cui Loira, Seiche e Isère.

Le polemiche:

Disclose ha condannato duramente Lactalis. Geoffrey Livolsi, capo editore che ha condotto l’indagine, ha definito le scoperte in merito all’inquinamento idrico in Francia “uno scandalo ambientale”. Lactalis sottolinea che le leggi ammettono delle effrazioni episodiche e che l’azienda ha lavorato per rimediare alle temporanee e sporadiche violazioni. Nel report viene invece sostenuto che l’azienda ha ripetutamente ignorato gli ammonimenti. Secondo Suzanne Dalle di Greenpeace Francia il problema sono le leggi e i sistemi di controllo obsoleti e inefficaci. Gli obiettivi per ridurre l’inquinamento idrico in Francia sono molti e fra questi uno dei più ambiziosi è di rendere la Senna nuovamente balneabile entro il 2024.

L’inquinamento idrico in Francia rappresenta un problema ambientale attuale. Il governo sta riservando alla salute dei fiumi un posto di rilievo nella propria politica e, anche per questo, l’indagine di Disclose è finita sotto i riflettori. L’esempio di Lactalis ci ammonisce sulla necessità di intervenire in ogni settore che tocca da vicino l’ambiente.

REDAZIONE
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