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L'inquinamento atmosferico tra le cause della scomparsa degli insetti

L'inquinamento atmosferico tra le cause della scomparsa degli insetti

Esiste una correlazione diretta tra la diminuzione della popolazione di insetti e l’inquinamento atmosferico, dice una ricerca internazionale.

Tra le cause principali dell'impressionante riduzione della popolazione di insetti nel mondo ci sarebbe l’inquinamento atmosferico. Ne sono convinti un gruppo di ricercatori australiani dell’Università di Melbourne che, assieme ai colleghi dell’Università di Pechino e dell’Università della California Davis hanno lavorato ad un recente studio. 

L’impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute e sulle capacità di riproduzione degli insetti è maggiore di quanto compreso fino ad ora e potrebbe essere, dicono gli scienziati, tra le principali ragioni del declino globale del numero di insetti, compresi quelli che vivono in aree remote lontano dai grandi centri abitati.

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@envatoelements

Gli insetti stanno scomparendo

Ricordate un tempo, non troppi anni or sono, cosa voleva dire guidare per strade in campagna di notte? Il giorno dopo il parabrezza era come un campo di battaglia per quantità di insetti “caduti” a causa del nostro viaggio. Oggi, è già tanto notare una qualunque differenza. È difficile ottenere statistiche precise, ma tutti gli indicatori sembrano mettere gli scienziati d’accordo: le popolazioni di insetti nel mondo sono in declino. 

Più che un declino una vera apocalisse: un rapporto del 2019 pubblicato sulla rivista Biological Conservation stimava che almeno il 40% di tutte le specie di insetti conosciuti al mondo sta vivendo un declino, con almeno un terzo considerabile a rischio estinzione. Un giudizio con cui concorda anche una valutazione delle Nazioni Unite dello stesso anno secondo cui almeno mezzo milione di specie di insetti sarà in pericolo nei prossimi anni. Un declino di quanto? Fino al 70-80% nelle ultime decadi in Europa, dicono i ricercatori.

Le cause dell’apocalisse degli insetti

Sui motivi del brutale declino delle popolazioni di insetti negli ultimi decenni esistono diversi indiziati: dall’agricoltura e dall’uso intensivo di pesticidi, a un costante degrado della qualità dell’aria e del suolo. Per il professor Mark Elgar dell'Università di Melbourne, coautore dello studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, tra le cause principali ci sarebbe proprio l’inquinamento dell’aria. 

Secondo gli scienziati all’aumentare delle quantità di particolato presente nell’atmosfera si assiste a una diretta e costante riduzione della capacità degli insetti di cercare cibo e riprodursi. Questo perché la presenza di particelle inquinanti, che possono includere metalli pesanti, residui di combustione, petrolio e benzina, finiscono per accumularsi direttamente sulle antenne e sugli altri organi sensibili degli insetti, compromettendone la capacità di agire normalmente. 

Particolato e inquinanti sulle antenne degli insetti

I ricercatori hanno esposto delle normali mosche a livelli variabili di inquinamento atmosferico per poi studiarne la capacità di muoversi alla ricerca di cibo e partner riproduttivi. All’aumentare dei livelli di inquinamento dell’aria si è assistito ad una progressiva difficoltà degli insetti di orientarsi per trovare fonti di sostentamento o nel seguire feromoni sessuali necessari per indicare la disponibilità a riprodursi. 

Le antenne degli insetti contengono recettori olfattivi che rilevano molecole di odore emanate da una fonte di cibo, un potenziale compagno o un buon luogo per deporre le uova. Se le antenne di un insetto sono coperte da particolato atmosferico, si crea una barriera fisica che impedisce il contatto tra i recettori dell'odore e le molecole di odore trasportate dall'aria. 

Test neurali hanno confermato che la contaminazione delle antenne riduce la forza dei segnali elettrici correlati agli odori inviati ai cervelli delle mosche in modo significativo, compromettendo la loro capacità di sentire gli odori. 

Un declino non solo nelle città

Circa il 40% della superficie della Terra è esposto a concentrazioni di particolato atmosferico considerate al di sopra della media annuale raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo esporrebbe grandi popolazioni di insetti ai rischi legati all’inquinamento dell’aria. 

“Quando le antenne degli insetti sono compromesse, questi faticano a trovare cibo, partner riproduttivi e luoghi per la deposizione delle uova - spiega il professor Elgar in una nota dell’Università di Melbourne - ciò purtroppo include molti habitat remoti e relativamente incontaminati perché il materiale particolato può essere trasportato per migliaia di chilometri dalle correnti d'aria”. 


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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