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Industria chimica: ridurre le emissioni per creare 29 milioni di posti di lavoro

Puntando sulle basse emissioni l’industria chimica può contribuire a salvare il pianeta, aumentando al contempo i propri guadagni e creando posti di lavoro.

Ridurre le emissioni è per il pianeta cruciale e l’industria chimica è chiamata a fare la sua parte. L’impatto ambientale di questo settore risulta a oggi devastante. Le prospettive per una transizione green non mancano e muoversi verso circolarità e sostenibilità porterebbe, secondo un recente report, grandi vantaggi economici. Si creerebbero, infatti, milioni di posti di lavoro e i guadagni verrebbero moltiplicati.

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Foto: Magda Ehlers @Pexels

Industria chimica ed emissioni

Per l’industria chimica ridurre le emissioni è una priorità. Al momento il settore è responsabile del rilascio del 4% dei gas serra prodotti a livello mondiale. Tale valore è equivalente al totale delle emissioni attribuibili alla Russia, che occupa il quarto posto nella classifica dei Paesi più inquinanti. Senza adeguati interventi il futuro appare segnato. L’aumento di temperatura globale non potrebbe, infatti, essere mantenuto sotto la soglia di 1.5 °C. L’industria chimica da sola, provocherebbe, in breve, un surriscaldamento di 4 °C rispetto all’epoca pre-industriale. Il settore non attira purtroppo l’attenzione dei consumatori. Esso produce, però, emissioni in fase di realizzazione dei prodotti e rifornisce diversi ambiti, alimentando un circolo vizioso.

Verso un futuro green

Per l’industria chimica orientarsi verso un futuro a basse emissioni è possibile. A dimostrarlo ci ha pensato un report pubblicato da Systemiq, compagnia che si occupa di sostenibilità, e realizzato con l’Università di Tokyo. Secondo l’analisi il settore chimico potrebbe raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040 e arrivare a sequestrare grandi quantità di CO2 entro il 2050. Per farlo sarà, però, necessario puntare sulle tecnologie emergenti, come quelle basate sull’utilizzo dell’idrogeno. La produzione di metanolo, come alternativa ai combustibili fossili, per l’ottenimento di plastica, dovrà aumentare del 330%. L’utilizzo dell’ammoniaca come carburante per il trasporto navale dovrà essere ampliato. Un impiego dei fertilizzanti più controllato rimane, comunque, imprescindibile.

Posti di lavoro e guadagni

Per l’industria chimica puntare sulla riduzione delle emissioni non significa “solo” fare del bene al pianeta, ma anche godere di significativi vantaggi. Per attuare i cambiamenti necessari, sono richiesti investimenti di 100 miliardi all’anno da oggi al 2050. La cifra, già di per sé non alta se guardata in contesto, appare anche meno significativa se inserita in un bilancio. Secondo le proiezioni una transizione green porterebbe a un raddoppiamento del fatturato del settore che, a oggi, ammonta a 4.7 trilioni di dollari all’anno. Si creerebbero, poi, 29 milioni di posti di lavoro: 11 milioni direttamente nella produzione di sostanze chimiche e 18 milioni in ambiti connessi.

Per l’industria chimica l’ora di impegnarsi per una riduzione delle emissioni è arrivato. Se il settore continuasse a puntare sui combustibili fossili entro il 2050 sarebbe necessario arrivare a una capacità di cattura e sequestro di carbonio di 705 milioni di tonnellate all’anno. Chad Holliday, CEO di DuPont, gigante del settore, è in prima linea e ha affermato che è il momento di fissare obiettivi climatici concreti a livello internazionale.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.