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Impronte di dinosauro riportate alla luce dalla siccità in Texas

Impronte di dinosauro riportate alla luce dalla siccità in Texas

La pesante siccità che sta colpendo il Texas, negli Stati Uniti, ha prosciugato il fiume Paluxy rendendo visibili delle incredibili impronte di dinosauro

Delle profonde ed evidenti impronte di dinosauro sono state scoperte sul letto di un fiume in Texas, negli Stati Uniti. Merito – o colpa, dipende dai punti di vista – della siccità estrema che sta affliggendo lo Stato americano e che ha causato il prosciugamento del corso d’acqua che scorre nella Dinosaur Valley State Park, un’area in cui era già possibile ammirare altre tracce degli animali preistorici. Queste, tuttavia, risalanti a più di 100 milioni di anni fa erano rimaste nascoste fino a oggi e la loro comparsa ha eccitato esperti in materia e appassionati di preistoria.

Impronte di dinosauro riportate alla luce dalla siccità in Texas
Foto: Jon Butterworth @Unsplash

Le impronte di dinosauro ritrovate in Texas

La scoperta è avvenuta sul letto del Paluxy, fiume che scorre nel Texas centrale. A causa della siccità e dell’assenza di piogge in questo periodo il corso d’acqua è quasi completamente asciutto.

Per la precisione, le orme di dinosauro appartengono a due esemplari diversi, secondo quanto riportato dal Texas Parks and Wildlife Department: un Acrocanthosaurus, un teropode carnivoro, bipede, che ricorda un po’ il più famoso Tirannosauro, probabilmente alto più di quattro metri e dal peso di sette tonnellate; il secondo è invece un enorme Sauroposeidon, della famiglia dei sauropodi (meglio conosciuti come “colli-lunghi”), alto 18 metri per 44 tonnellate di peso.

Il fatto che le impronte siano state trovate vicine ha fatto pensare agli esperti che il primo stesse dando la caccia al secondo. Le orme risalirebbero a circa 113 milioni di anni fa e sarebbero state lasciate in un sedimento che si è solidificato in pietra calcarea. La cosa che ha stupito gli esperti è il buono stato di conservazione delle impronte. “Le impronte sono spettacolari perché sono profonde. Si possono vedere anche le unghie”, ha detto al New York Times, Louis Jacobs, paleontologo e professore emerito in Scienze della Terra alla Southern Methodist University.

Uno spettacolo breve

Le nuove impronte dell’Acrocanthosaurus, circa 60, si aggiungono alle 150 che erano già state scoperte in passato. Era dal 2000 che non ci si imbatteva in altre tracce di questo dinosauro, riporta il sito del Dinosaur Valley State Park. Lo spettacolo, tuttavia, non sarà permanente. Con il ritorno delle piogge, infatti, le orme torneranno ad essere nascoste nel letto del fiume.

Il fatto che le tracce siano sepolte sotto strati di sedimento aiuta a proteggerle dai fenomeni meteorologici e dall’erosione”, ha spiegato sempre al New York Times Stephanie Garcia, portavoce del Texas Parks and Wildlife Department. Nonostante siano collocati all’interno di un parco nazionale, impronte e scheletri di dinosauro sono spesso alla mercé di piogge, vento e delle temperature rigide, che in inverno congelano le rocce, causando la loro successiva rottura.

Le altre scoperte legate alla siccità

Le impronte di dinosauro in Texas non sono le uniche scoperte fatte grazie alla siccità e al prosciugamento di fiumi e laghi. Sempre negli Stati Uniti, ma vicino a Las Vegas sono stati ritrovati dei resti umani in un lago. In Italia, invece, pochi mesi fa è stato individuato un carro armato nazista nel fiume Po. Così come nazista è la nave da guerra avvistata di recente nel Danubio in secca in Serbia.

Infine, in un bacino idrico chiuso da una diga tra Spagna e Portogallo è riemerso un villaggio allagato nel 1992 proprio per creare questo lago sfruttato da una centrale idroelettrica. Ritrovamenti affascinanti che, se non fossero collegati alla siccità e al cambiamento climatico, forse riusciremmo ad apprezzare di più senza pensare ai disagi che l’assenza di piogge causa a persone, imprese e territori.


Marco Rizza
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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