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Importanza del legno morto: rimuoverlo non è la soluzione

Diversi studi hanno mostrato l’importanza del legno morto. Si tratta di una culla di biodiversità e lasciarlo al suo posto è fondamentale.

Diversi studi hanno ormai mostrato la grande importanza del legno morto per la natura. Negli ecosistemi boschivi, infatti, esso costituisce un’eccezionale culla di biodiversità. Gli alberi più antichi ne sono ricchi e preservarlo è indispensabile. Richmond Park, in Inghilterra, ne offre un perfetto esempio. Le tecniche di gestione delle foreste stanno fortunatamente cambiando quasi ovunque e la rimozione del legno invecchiato non è più la prima opzione.

Importanza del legno morto

L’importanza del legno morto:

L’importanza del legno morto all’interno di un bosco o di una foresta è inestimabile. Questo si presenta in varie forme e inizia in genere a formarsi all’interno di alberi perfettamente sani, che poi possono diventare cavi o collassare interamente. In natura, in un bosco, circa un quarto del legno è costituito da necromassa e si calcola che questa ospiti il 30% della biodiversità dell’ecosistema. Al suo interno proliferano molti invertebrati, fra cui spiccano gli insetti saproxilici. Molti di essi sono stati riconosciuti come importanti impollinatori e figurano oggi tra le specie a rischio. Il legno morto offre poi tana e riparo ad altri animali, fra cui pipistrelli e picchi.

Richmond Park:

A fornire un virtuoso esempio di considerazione dell’importanza del legno morto, è l’Inghilterra. I molti parchi sparsi per il Paese, retaggio dell’ossessione reale per la caccia ai cervi, ospitano un altissimo numero di antiche querce. Richmond Park, a Londra, il più grande parco urbano europeo, è la dimora di 1.300 alberi veterani, fra cui figurano 320 querce di più di 400 anni. Simon Richards, manager del parco, ha spiegato che dagli anni 90 la politica di gestione è cambiata.  Rami caduti e alberi senescenti vengono lasciati al loro posto, recintati se necessario. Ciò inizialmente ha suscitato proteste e accuse di degrado, ma ora i turisti si sono abituati alla pratica.

Una nuova gestione:

In molti Paesi l’importanza del legno morto sta ottenendo considerazione. In diverse aree forestali gestite dall’uomo la percentuale di necromassa si attesta intorno al 10%, ma la situazione sta cambiando. Emma Gilmartin di Woodland Trust ha spiegato che il problema è la concezione che molti hanno dei boschi, come luoghi fitti e bui. In realtà non puntare solo sulla quantità è fondamentale. Garantire a ogni albero la giusta luce permette lo sviluppo di fiori e rende quindi più agevole l’attività di impollinazione per molti insetti. Richards ha affermato, poi, che oggi l’accettazione della morte è complessaTendiamo, infatti, a nascondere tutto ciò che la ricordi, ma si tratta di un processo naturale che è parte dell’equilibrio.

L’importanza del legno morto dovrebbe, insomma, apparire oggi piuttosto evidente. In natura ogni elemento ha il suo ruolo ed è destinato a occuparlo per un tempo che va ben oltre la misura dell’utilità umana. Forse la prossima volta che ci troveremo a scavalcare un ramo caduto, andare oltre l’irritazione sarà un po’ più semplice.

REDAZIONE
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