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Immunoterapia orale: funziona davvero?

Un nuovo studio che arriva dagli Stati Uniti confermerebbe come l’immunoterapia orale può fermare sul nascere l’allergia alle arachidi.

Per i bambini che soffrono di allergia alle arachidi, l’immunoterapia orale rappresenterebbe una soluzione in grado di eliminare la sensibilità e consentire di poter mangiare almeno moderate quantità di arachidi da adulti. È quanto emergerebbe da un recente studio finanziato dall’Istituto Nazionale di Salute del governo degli Stati Uniti. La remissione avverrebbe con più facilità quando la terapia viene condotta prima dei 4 anni d’età.

Immunoterapia orale
Foto: PxFuel

Cos’è e come funziona l’immunoterapia orale

L’immunoterapia orale è un trattamento delle condizioni allergiche con l’obiettivo di rendere l’organismo gradualmente tollerante alla fonte dell’allergia. Esponendo in modo graduale il soggetto a ciò che causa l’allergia è possibile in diversi casi costruire una “tolleranza” e ridurre in questo modo la possibilità di reazioni allergiche gravi. Nel caso delle arachidi in particolare, ai bambini vengono somministrate sotto controllo medico, dosi crescenti di farina di arachidi per periodi che possono durare fino ad alcuni anni. L’allergia alle arachidi colpisce circa lo 0,2% della popolazione europea e circa il 2% di quella degli Stati Uniti.

Risultati incoraggianti per il trattamento dell’allergia alle arachidi

Allo studio americano hanno partecipato circa 150 bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. Il trattamento di immunoterapia orale consisteva in una dose orale giornaliera di farina di arachidi somministrata per oltre 2 anni e mezzo. Per “remissione” i ricercatori hanno definito la possibilità di mangiare 5 grammi di proteine ​​di arachidi, equivalenti a 1,5 cucchiai di burro di arachidi, senza avere una reazione allergica 6 mesi dopo il completamento del trattamento.

I risultati dell’esperimento hanno scoperto che attraverso l’immunoterapia orale è possibile desensibilizzare in modo sicuro almeno il 71% dei bambini di 1 anno allergici alle arachidi rendendoli in questo modo meno esposti ai gravi rischi di reazioni allergiche. La percentuale di successo si riduceva gradualmente all’aumentare dell’età. La remissione è avvenuta per il 35% dei bambini di 2 anni e solo per il 19% dei bambini di 3 anni; suggerendo come l’intervento tempestivo sia significativo.

Una finestra di trattamento nella prima infanzia

Secondo il dottor Anthony Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale per le Allergie e Malattie Infettive, si tratterebbe della scoperta di una importante “finestra di opportunità nella prima infanzia per indurre la remissione dell’allergia alle arachidi grazie all’immunoterapia orale”. La speranza, ha continuato Fauci, è che i risultati dello studio portino allo sviluppo di nuove modalità di trattamento per i bambini affetti da allergia alle arachidi in modo da semplificare la loro vita da adulti.

Fonte: Istituto nazionale per la salute degli Stati Uniti – nih.gov

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.