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Il tonno di Subway non è tonno? Il sospetto in una causa contro la catena

Il tonno di Subway non è tonno? Il sospetto in una causa contro la catena

Due cittadine californiane sostengono che la catena faccia uso di “un miscuglio” che replica l’aspetto del pesce. L’azienda: “Accuse prive di fondamento”

In casa Subway è scoppiato il “tuna gate”, lo scandalo del tonno. Due cittadine della California hanno fatto causa contro la famosa catena di panini americana, perché il suo sandwich al tonno non conterrebbe in realtà tracce di pesce, ma un non meglio identificato miscuglio spacciato per tonno. L’azienda, che ha ristoranti in franchising negli Stati Uniti e all’estero, ha respinto le accuse. Ma la causa potrebbe trasformarsi in una class action se troverà altri consumatori intenzionati a vederci chiaro sulla vicenda.

Negli Stati Uniti, due clienti hanno intentato una causa contro la catena Subway accusandola di vendere panini al tonno senza vero tonno

L’accusa

Stando a quel che si legge sulla causa – preceduta da verifiche in laboratorio su “molteplici campioni” prelevati da panini acquistati in diversi punti vendita in California – l’ingrediente incriminato sarebbe un miscuglio non identificabile come tonno prodotto dagli accusati per replicare l’aspetto del tonno. I legali delle querelanti, tuttavia, non hanno riferito alla stampa americana quale sia l’entità della miscela spalmata tra le fette di pane.

L’elenco delle accuse nei confronti di Subway comprende quelle di frode, traviamento intenzionale e arricchimento indebito. Le ormai ex clienti che hanno intentato la causa si lamentano infatti di “aver comprato un prodotto con l’inganno visto che (il panino) non conteneva affatto gli ingredienti che pensavano di stare acquistando”, fuorviate dall’etichettatura, dal packaging e dalla pubblicità del sandwich. L’azienda, inoltre, avrebbe guadagnato da questa pratica “risparmiando importanti somme nella preparazione dei prodotti perché l’ingrediente da utilizzare al posto del tonno costa meno”, ma il panino viene fatto pagare come un autentico panino al tonno. Per questo, chiedono alla catena di smetterla con questa pratica e di rinunciare ai profitti derivanti da essa. E sperano di trovare altri clienti disposti a lottare al loro fianco.

La replica

La risposta di Subway non si è fatta attendere. Un rappresentante dell’azienda ha specificato che il tonno è fresco ed è pescato in mare come la maggior parte del tonno in commercio. Con un comunicato ufficiale, un’altra portavoce dell’azienda, Maggi Truax, ha accusato le due querelanti di cercare solo visibilità con accuse prive di fondamento che minacciano di danneggiare i nostri ristoranti, soprattutto quelli della California, e ha annunciato che l’azienda “combatterà queste dicerie percorrendo ogni strada possibile se non saranno ritirate subito”. Nel mirino anche i legali dell’accusa, criticati per la tendenza a “prendere di mira il settore alimentare nello tentativo di farsi un nome in questo ambito”.

Il precedente

Gli avvocati che seguono la causa sono quelli del Lanier Law Firm, studio protagonista di molte battaglie legali di alto profilo negli Stati Uniti. Ad esempio, quella contro Johnson & Johnson e i suoi prodotti a base di talco ritenuti cancerogeni da un gruppo di donne, conclusasi con risarcimenti per quasi 5 miliardi di dollari ai danneggiati. Non è la prima volta, tuttavia, che Subway viene bersagliata da cause, alcune serie, altre più bizzarre. Qualche anno fa in Irlanda è stato il pane della catena a finire sotto la lente d'ingrandimento. Il motivo? Non poteva essere definito vero pane per l’alto contenuto di zuccheri, come ha sancito il giudice. Ora è l’autenticità del tonno a essere messa in discussione.


Marco Rizza
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food

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