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Iceberg gigantesco si stacca dall’Antartide, ma la crisi climatica non c’entra

Un nuovo grande iceberg si è staccato dall’Antartide, evento che però non ha nulla a che fare con i cambiamenti climatici, specificano gli esperti.

Un altro gigantesco iceberg si è staccato dall’Antartide. La massa di ghiaccio, estesa cinque volte l’isola di Gran Canaria, ha preso il largo domenica 22 gennaio, tra le 20 e le 21 ora italiana, separandosi dalla piattaforma di ghiaccio Brunt, lungo la costa della Terra di Coats. A darne notizia è stato il Bas, il British Antarctic Survey, ente di ricerca specializzato nel continente antartico che in quella zona ha un centro per le sue attività di studio. Gli esperti della stessa organizzazione hanno specificato che si tratta di un evento naturale e che quindi i cambiamenti climatici non hanno nulla a che vedere con esso.

Iceberg gigantesco si stacca dall’Antartide
Foto: Derek Oyen @Unsplash

Antartide, si stacca un altro iceberg gigantesco

Il nuovo iceberg staccatosi dall’Antartide è gigantesco, anche se non il più grande in assoluto originatosi dal continente ghiacciato. I dati delle sue dimensioni lasciano comunque a bocca aperta: al momento della frattura, misurava 1.550 chilometri quadrati per un peso di circa 500 miliardi di tonnellate. L’evento è avvenuto durante un’alta marea conosciuta come “marea di primavera”, ha spiegato in un comunicato lo stesso Bas.

Il distacco, fotografato da uno dei satelliti del programma spaziale europeo Copernicus (una delle immagini è nel tweet qui sotto), è avvenuto circa 10 anni dopo la rilevazione satellitare di un aumento dell’ampiezza di una fessura, profonda dalla superficie fino all’oceano presente sotto la massa di ghiaccio, rimasta fino ad allora dormiente, conosciuta con il nome Chasm-1, e quasi due anni dopo la frattura dalla stessa piattaforma Brunt di un altro iceberg leggermente più piccolo, denominato A-74.

Il nuovo blocco di ghiaccio, chiamato A-81 dal National Ice Center degli Stati Uniti, dovrebbe seguire proprio lo stesso itinerario di A-74, inoltrandosi nel mare di Weddell.

Un fenomeno naturale

Nonostante alcuni dei precedenti distacchi di iceberg e collassi di ghiaccio siano stati collegati ai cambiamenti climatici, quest’ultimo evento non ha nulla a che vedere con le trasformazioni che sta subendo il clima del nostro pianeta. Sempre il Bas ha specificato che la frattura è “un processo naturale” e che “non vi è alcuna evidenza che i cambiamenti climatici abbiano avuto un ruolo significativo” in quello che è avvenuto.

Il distacco è avvenuto nei pressi della stazione di ricerca dell’ente britannico, la Haley Research Station. Questa base era già stata spostata verso l’entroterra nel 2016, dopo che la fessura Chasm-1 cominciò ad allargarsi. Ora, con la separazione del nuovo iceberg, la distanza tra l’oceano e il centro si è ridotta a circa 16 chilometri. E secondo alcuni esperti, se si staccheranno altri blocchi di ghiaccio in quell’area, l’organizzazione sarà purtroppo costretta a un altro costoso spostamento della stazione.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food