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I post-millennial bevono sempre meno alcolici

I post-millennial bevono sempre meno alcolici

Sempre meno alcolici per i post-millennial, conosciuti anche come Generazione Z. Lo dice un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I post-millennial bevono sempre meno alcolici. Il dato arriva dal un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che per una volta tanto lascia ben sperare sulla direzione delle abitudini della Generazione Z. Il consumo individuale di alcolici e superalcolici è in discesa in tutta Europa nella fascia di età dagli 11 ai 17 anni.

In tutta Europa i post-millennial bevono sempre meno

Il rapporto dell’OMS ha analizzato i dati del questionario HBSC che ha raccolto i comportamenti dei ragazzi in età scolare di 36 paesi europei dal 2002 al 2014. Nel corso dei 12 anni presi in considerazione è stata registrata una forte diminuzione dell’abitudine di bere alcol tra giovani e giovanissimi, soprattutto in quelle fasce d’età in cui l’assunzione di alcol è considerata illegale. E questa è decisamente una buona notizia.

A sorpresa i 15enni di oggi, ad esempio, sono molto più responsabili che nel 2002 quando si parla di alcol. Nel 2002 circa il 26% consumava alcolici almeno una volta a settimana: il dato è sceso al 13% nel 2014. Ancora più incoraggianti i numeri quando si prendono in considerazione solo le femmine: nel 2002 il 20% circa consumava alcolici settimanalmente, mentre solo il 9% nel 2014.

Meno alcol: merito della cultura della salute?

La ricerca sul consumo europeo si è limitata a prendere nota dei dati, è difficile quindi dare una spiegazione sul perché dell’inversione di tendenza. Per i ricercatori le cause andrebbero individuate in una maggiore consapevolezza della Generazione Z (coloro nati tra il 1995 e il 2010) riguardo ai rischi legati al consumo. Una vittoria della cultura della salute? Forse. Tra le sostanze in declino tra i teenager ci sarebbero infatti che tabacco e cannabis.

Un’altra interpretazione possibile del perché i teenager bevono sempre meno è che i valori erano già alle stelle negli anni passati ed una inversione di tendenza non solo era auspicabile, ma inevitabile. Il problema del consumo tra i ragazzi e bambini rimane reale, soprattutto nei paesi del Nord Europa come Inghilterra, Scozia e Danimarca dove i giovanissimi alcolisti abituali sono più del doppio che in nazioni come Italia o Francia.

Per quanto riguarda il nostro paese nello specifico, i dati rilasciati dall’ISTAT si allineano con quanto rilevato dai ricercatori scozzesi e delineano un panorama incoraggiante con il consumo giornaliero nella fascia d’età 11-17 letteralmente crollato tra il 2006 e il 2016. In aumento invece i «consumi occasionali» nelle fasce d’età oltre i 18 anni. Il fenomeno, secondo l’ISTAT rappresenta uno spostamento delle abitudini degli italiani da consumatori di alcol durante i pasti ad un «modello nordeuropeo» di consumo concentrato in singoli momenti della settimana. E questa potrebbe non essere necessariamente, come abbiamo visto, una buona notizia.

Fonti: OMS, ISTAT


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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