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Quando Halloween non significa solo «dolcetto o scherzetto»

Viaggio alla scoperta di cosa rappresenta la Festa dei Morti in giro per il mondo, tra tradizioni culinarie e non.

Halloween, festa di origine celtica celebrata la sera del 31 ottobre, è ormai una tradizione anche per noi che, anni fa, la accogliemmo con un po’ di riluttanza e perplessità. Se infatti un tempo era conosciuta soprattutto in Irlanda e Usa, oggi quasi tutto il mondo ne parla e festeggia, a proprio modo, spiriti e presenze. Vediamo come!

Quando Halloween non significa solo dolcetto o scherzetto

Irlanda, dove tutto ebbe inizio

In Irlanda Halloween non è una semplice festa ma una vera e propria tradizione per grandi e piccini: furono proprio gli irlandesi, nell’Ottocento, a diffondere in altri Paesi la Festa dei Morti. Qui è d’obbligo, ricordando la leggenda di Jack o’ Lantern, intagliare grosse zucche arancioni, dandogli sembianze terrificanti e trasformandole in lanterne da porre fuori e dentro casa nella Notte delle Streghe. Per entrare a pieno nell’atmosfera vengono organizzati, in giro per il Paese, festival, falò e cacce al tesoro.

Gastronomicamente parlando non mancano le ricette tipiche, come il Colcannon, piatto principale o contorno, composto da patate e verze cotte con la cipolla nel burro e nel latte. O il Barmbrack, che possiamo vedere qua sotto, un dolce ripieno di uva passa al cui interno vengono inseriti un pisello, un bastoncino, un pezzo di stoffa, una monetina e un anello. Questi oggetti sono portatori di buona o cattiva sorte per chi li troverà nella propria fetta. Per gli assidui bevitori abbiamo il Lamb’s woos, una bevanda fatta con mele al forno, latte e birra.

Barmbrack, il dolce irlandese

Stati Uniti, tra dolcetti e feste a tema

Halloween negli Usa è l’occasione perfetta per comprare travestimenti mostruosi, organizzare feste a tema horror e passare le serate all’interno di case infestate dalle quali per uscire sarete messi a dura prova. I bambini non possono fare a meno di mascherarsi e, la sera del 31, spostarsi di abitazione in abitazione domandando «Trick or treat?», gemello oltreoceano del nostro «dolcetto o scherzetto», portando così a casa montagne di dolciumi e caramelle. Ovviamente anche qui le zucche intagliate fanno da padrone. Per i veri fanatici la meta da raggiungere è Salem, in Massachusetts, famosa per la caccia alle streghe e, per tutto il mese di ottobre, stracolma di eventi legati alla stregoneria e all’esoterismo.

Anche negli Usa non mancano le ricette tradizionali come la Pumpkin Pie e la mela candita, quest’ultima diffusa anche in Regno Unito e Irlanda. La Pumpkin Pie è una deliziosa torta composta da pasta frolla, crema di zucca aromatizzata con noce moscata, cannella, chiodi di garofano e zenzero, e panna montata a farcire. Mentre la mela candita non è altro che una mela,rigorosamente rossa, immersa in un mix di sciroppo di mais, zucchero, acqua e cannella. Se il risultato vi sembra troppo leggero state tranquilli, la potrete trovare in diverse varianti, come ricoperta di caramello caldo e poi passata nella granella di arachidi. Una vera goduria per il palato.

Torta di zucca statunitense

Guatemala, ricordando chi non c’è più

Secondo i guatemaltechi la notte del 31 ottobre le anime dei defunti abbandonano le proprie tombe ed è dunque il momento perfetto per pulire e sistemare le lapidi con il fiore dei morti, un bocciolo giallo che fiorisce una volta soltanto. I giorni a seguire, l’1 e 2 novembre, per ricordare i propri cari si è soliti preparare il Fiambre, un piatto tradizionale molto piccante composto da svariati ingredienti come carne, insaccati, verdure e spezie.

I più piccoli ovviamente sono esclusi da questa pratica e così, nel Peten, la più grande regione del Guatemala, solitamente passano la serata bussando alle porte e chiedendo l’Ixpasà, una bevanda fatta di mais nero, utilizzata anche per fare dei tipici dolcetti a forma di faccia dentro ai quali si mette una candelina.

Messico, un’ode alla vita

In Messico Halloween, o ancora meglio il dia de los muertos, significa non solo morte, ma anche vita, il giorno giusto per ricordare e festeggiare con colori sgargianti chi se n’è andato. Per fare ciò si è soliti invitare su una tomba apparecchiata, si avete capito bene, un estraneo, raccontandogli aneddoti riguardanti il defunto così da celebrarlo. Il primo e il secondo giorno di novembre invece, dopo raccolte fondi per scopi religiosi, si passa a sfilate e visite ai cimiteri con tanto di offerte di dolci, bevande e caramelle a chi è passato a miglior vita. A proposito di dolci, non può mancare il Calavera Azucàr, un teschio colorato fatto di zucchero.

Apparecchiare le tombe in Messico

Ogni Paese la sua tradizione

Ogni Paese ha insomma qualcosa da svelare per Halloween, potremmo stare qui ore a parlarne, ma forse è meglio fare una rapida, ma efficace, panoramica. Iniziamo con la Germania, dove i coltelli vengono nascosti per paura che gli spiriti di chi non c’è più si possano far del male; passiamo poi in Slovacchia, dove viene posta davanti al camino una sedia per ogni famigliare, compreso chi è deceduto; in Svezia invece, fino al primo sabato di novembre, al tramonto, si va al cimitero a portare ai propri cari ghirlande intrecciate con rami di pino e una candela.

A rappresentare l’Oriente ecco il Giappone, dove vengono appese lanterne rosse e altre vengono lasciate andare nei fiumi o nei mari. O ancora Hong Kong dove la notte del 31 si bruciano foto di frutta o soldi per inviarli così nell’aldilà e placare le anime di chi non c’è più. Infine andiamo in America latina: in Perù è usanza cucinare i piatti preferiti dei defunti, mentre in Ecuador ci si riunisce consumando pasti della tradizione. E voi, dove vorreste passare la notte più agghiacciante dell’anno?

Fonti: focus.it – turismo.it – coursefinders.com

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Allegra di nome e di fatto, ho 22 anni, studio Scienze Gastronomiche e non so ancora cosa fare della mia vita se non girare il mondo per riempirmi gli occhi e la bocca di cose buone.