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Gli insetti impollinatori stanno scomparendo, ma una pianta su tre dipende da loro

Un terzo delle piante al mondo dipende dagli insetti impollinatori, eppure la loro popolazione è in declino con effetti imprevedibili per il futuro.

Molti alberi e piante al mondo sono in grado di riprodursi grazie all’autoimpollinazione; sono vale a dire autonome. Questo non è il caso per almeno 175 mila specie vegetali che si affidano invece quasi totalmente agli insetti impollinatori per la loro sopravvivenza. Eppure la popolazione degli insetti è in brutale declino con conseguenze imprevedibili sul futuro di diverse specie di piante, incluse molte utilizzate in agricoltura. Sulla questione hanno fatto maggiore chiarezza i ricercatori dell’Università di Stellenbosch in Sud Africa, e il panorama non è certo rassicurante.

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Insetti impollinatori e biodiversità

Su quanto sia importante l’impollinazione da parte degli insetti ancora si conosce abbastanza poco. I ricercatori sudafricani hanno cercato di colmare questa lacuna verificando quanto essenziali siano gli insetti impollinatori nel preservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi attorno al pianeta. Grazie all’analisi incrociata di 1528 diversi esperimenti, i dati stimano che circa il 33% di tutte le piante prese in considerazione non sarebbe in grado di riprodursi autonomamente ma avrebbe bisogno dell’aiuto di insetti impollinatori.  Non solo: ben l’80% di tutte le specie analizzate avrebbe livelli di fertilità di molto inferiori. Farebbe cioè fatica a riprodursi senza insetti.

Dove sono gli insetti impollinatori?

Sul declino degli insetti impollinatori ancora si conosce poco. Studi recenti hanno mostrato come il declino delle popolazioni stia raggiungendo livelli allarmanti. Alcune stime hanno anche contorni apocalittici: in Germania ad esempio la popolazione di insetti volanti sarebbe calata del 75% dagli anni 1990 ad oggi. Secondo i ricercatori sudafricani la ricerca mostrerebbe quanto fragile sia la situazione.

Non è necessario infatti che gli insetti impollinatori spariscano completamente affinché gli effetti della loro assenza si ripercuotano sull’ecosistema. Una diminuzione nel loro numero può portare a un effetto a catena dove la minore fertilità delle piante finisce per danneggiare le specie animali che se ne nutrono e le popolazioni umane che fanno affidamento sull’agricoltura.

Una reazione a catena

L’incapacità di molte specie di riprodursi autonomamente potrebbe portare al proliferare di specie capaci invece di autoimpollinazione tra cui molte specie di piante infestanti. Non solo, se le piante autoimpollinanti dominassero in futuro l’ecosistema, questo vorrebbe dire meno cibo a disposizione per gli insetti rimasti che fanno affidamento sul polline per il loro sostentamento. La perdita di fertilità e di conseguenza di biodiversità finirebbe quindi per portare a una vera e propria spirale negativa. Comprendere il fenomeno è certamente il primo passo e il team di ricerca spera che loro studio possa aiutare a prevenire un ulteriore declino degli insetti impollinatori e delle piante che da loro dipendono.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.