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“Giugno”, la bellissima poesia di Giosuè Carducci

“Giugno”, la bellissima poesia di Giosuè Carducci

“Giugno” di Giosuè Carducci è un inno al mese che segna l’inizio dell’estate, in cui ogni elemento della natura fa da promessa di speranza.

Giugno è il mese che annuncia l’estate e a questa sua caratteristica ha dedicato una famosa poesia anche Giosuè Carducci. Il componimento insiste sulla bellezza della natura che si tinge di nuovi colori e sulla capacità che ogni elemento dimostra di trasmettere un messaggio di speranza. L’umanità si immerge, dunque, in un quadro idilliaco in cui, per una volta, non sembra trovare spazio nemmeno un frammento di dolore.

Giugno”, la bellissima poesia di Giosuè Carducci
@envatoelements

Giugno” di Giosuè Carducci 

È il mese dei prati erbosi e delle rose; 
il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare. 
Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano 
sui muri delle case. Nei campi, tra il grano, 
fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri 
fiammanti e la sera mille e mille lucciole 
scintillano fra le spighe. 
Il campo di grano ondeggia al passare 
del vento: sembra un mare d’oro. 
Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora 
pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.

Giugno” di Giosuè Carducci e il passaggio dalla primavera all’estate

Nella poesia “Giugno” Giosuè Carducci traccia, con una serie di immagini, i contorni di un quadro idilliaco. Il componimento si apre con una descrizione del paesaggio in cui a dominare sono le sensazioni visive positive. I fiori diventano un elemento centrale dell’ambiente, insieme alla luce

Le giornate che si allungano e le lucciole fanno, infatti, da contorno a un momento dell’anno in cui la natura rinasce. Nella seconda parte della lirica, invece, è l’uomo che si trasforma in protagonista. I campi coltivati prendono il posto dei prati e i contadini sono quasi invitati a godersi i momenti di prosperità e di tregua che li attendono.

Giugno nel pensiero di Giosuè Carducci 

È chiaro che nella poetica di Giosuè Carducci il mese di giugno si trasforma in un simbolo. Questo momento dell’anno diventa, infatti, una sorta di preludio, un presagio di speranza da attendere tanto con impazienza, quanto con serenità. Il sorriso con cui il contadino ammira le messi nei versi finali rappresenta, allora, una sollevata presa di coscienza. 

Carducci sembra, insomma, riconoscere che, per quanto il dolore debba essere ritenuto un tratto caratteristico della vita dell’uomo, esiste un momento in cui esso non trova spazio. Giugno, nel ciclico ritorno delle stagioni, costituisce una promessa ricorrente di felicità a cui, ogni anno, l’essere umano finisce, fortunatamente, per credere.

In “Giugno” Giosuè Carducci sembra determinato a ricordare sia al lettore sia a se stesso che, dopo il tempo della fatica, arriva quello in cui è concesso godersi i risultati dei propri sforzi. L’estate non costituirà di certo la fine della catena e verrà, come ogni volta, sostituita dall’autunno, ma ciò non deve impedire all’uomo di accoglierla con speranza. In quello che altrove il poeta aveva definito “mese della luce” non stupisce, quindi, che in primo piano ci siano solo calore e colori.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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