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Giorno del Ringraziamento, perché il presidente USA dà la grazia al tacchino?

Anche quest’anno la tradizionale concessione della grazia al tacchino da parte del presidente USA è stata celebrata, ma cosa c’è dietro a questo rito?

Il Giorno del Ringraziamento rappresenta negli USA una ricorrenza molto sentita e a colorarla ci pensano una serie di tradizioni spesso curiose. La cerimonia della concessione della grazia al tacchino da parte del presidente rientra fra queste e non può che suscitare qualche sorriso. Il periodo natalizio sta, insomma, per entrare nel vivo e, tra richieste di cambiamenti e stupore, togliersi qualche dubbio è sempre possibile.

Grazia al tacchino

Tacchino e Ringraziamento

I preparativi per il Ringraziamento sono in pieno svolgimento. La ricorrenza può essere fatta risalire al 1621, anno in cui i Padri Pellegrini si riunirono a Plymouth per ringraziare Dio per il raccolto. Alla celebrazione parteciparono anche gli indiani Wampanoag e per l’occasione vennero arrostiti cervi e tacchini. Il presidente Lincoln adibì il quarto giovedì di ogni novembre a questa ricorrenza e nel 1941 tale giornata fu proclamata festa federale. Ogni anno in tale circostanza vengono consumati circa 40 milioni di tacchini solo negli USA. Ogni anno, però, la cerimonia della grazia al tacchino porta due fortunati volatili a sfuggire al piatto e il 2021 non ha fatto eccezione.

La grazia al tacchino

La cerimonia della grazia al tacchino si svolge nei giardini della Casa Bianca e vede il presidente americano risparmiare due dei volatili destinati al tradizionale banchetto. L’usanza si è affermata nel corso di anni. Lincoln inaugurò il percorso, salvando un tacchino su richiesta del figlio nel 1863. Truman nel 1947 fu il primo a ricevere e presentare ufficialmente un tacchino donatogli dalla National Turkey Federation. John F. Kennedy diede, invece, la grazia in pubblico e nel 1989 George H. W. Bush rese l’evento un’usanza formale. Oggi i tacchini graziati sono due e, dopo soggiorni di lusso, cerimonie ed eventuali parate, vengono mandati a trascorrere beatamente il resto della vita in luoghi accuratamente scelti.

La grazia al tacchino oggi

In perfetta linea con la tradizione Joe Biden si è reso protagonista della sua prima cerimonia di grazia al tacchino. Qualche giorno fa ha, così, risparmiato la vita a Peanut Butter e Jelly sostenendo di averli scelti per il temperamento. La cerimonia si è svolta nella consueta atmosfera rilassata e ha permesso a Biden di scherzare su questioni calde come la pandemia e l’incerto futuro del pianeta. L’usanza ricalca la volontà degli americani di restare fedeli alle proprie origini e di riconoscere al tacchino un ruolo di rilievo. Molti chiedono oggi un cambio di tradizioni in nome di sostenibilità e clemenza nei confronti degli animali, ma il percorso appare in salita.

La cerimonia della grazia al tacchino è ormai parte integrante delle tradizioni legate al Ringraziamento. Ogni presidente la interpreta a proprio modo e molti la attendono ogni anno con impazienza. Forse da lontano comprenderla fino in fondo è impossibile. Ciò che è certo è che un evento che è così letteralmente in grado di scompigliare le carte in tavola, merita grande curiosità.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.