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Giornata mondiale delle api, “autostrade” di fiori per aiutarle a sopravvivere

Nel Regno Unito si stanno creando percorsi di prati fioriti per ricongiungere gli habitat più ospitali per le api, frammentati dalle attività dell’uomo.

La frammentazione degli habitat è forse uno dei fattori meno esplorati tra quelli che incidono negativamente sul crollo numerico delle api. Da anni, in occasione di ogni Giornata Mondiale dedicata a queste impollinatrici, si ricorda come le centinaia di specie che fanno parte di questa famiglia stiano soffrendo: il 37 percento delle popolazioni di api è in diminuzione e in alcuni casi si parla di rischio estinzione. Una delle molte cause è proprio la difficoltà di trovare fiori da cui ricavare nettare e polline in ambienti sempre più spezzettati dall’attività umana. Creare delle “autostrade” di fiori potrebbe essere una soluzione per mitigare il problema.

autostrade di fiori per aiutarle le api a sopravvivere
Foto: Gaurav Kumar @Unsplash

“Autostrade” di fiori per aiutare le api

L’idea delle autostrade di fiori arriva del Regno Unito. Si tratta del progetto B-Lines, iniziativa che vede pubblico e privati collaborare per creare veri e propri corridoi che gli insetti impollinatori possono sfruttare per muoversi sul territorio nazionale. Quelle che vengono definite autostrade non sono altro che strisce di terra, larghe più o meno 3 chilometri, in cui vengono seminati fiori di campo per collegare habitat ospitali (come i prati spontanei) difficili da raggiungere per le api. L’attività dell’uomo, come la conversione di ampie porzioni di suolo per l’agricoltura o l’espansione delle città con nuove costruzioni, nel tempo ha interrotto la continuità di molte aree naturali, creando problemi alla specie, e non solo.

Questi insetti – fondamentali con la loro azione di impollinazione per la produzione del cibo con cui ci nutriamo, per la biodiversità e per la bellezza della natura che apprezziamo – hanno infatti una capacità di volo limitata. Se non trovano fonti di cibo da cui trarre energia mentre sono in missione, rischiano di rimanere isolate e di non portare più rifornimenti alimentari al proprio alveare. Le autostrade di fiori puntano a diminuire questo rischio, offrendo percorsi sicuri agli insetti per evitare che si spingano troppo lontano finendo per trovarsi in difficoltà e, nei casi peggiori, morire.

Una rete di sentieri fioriti

La rete di sentieri fioriti del progetto B-Lines ha raggiunto già i 1.500 ettari di estensione su tutto il territorio britannico. Per arrivare a questo risultato in una prima fase è stata fatta una ricerca delle zone più ricche di aree bee-friendly e di quelle che ne erano sprovviste. Il tutto grazie al lavoro su modelli computazionali e alla collaborazione di esperti conservazione locali, autorità pubbliche e altre realtà interessate all’iniziativa. Come si fa a partecipare? Chi crea da zero un nuovo appezzamento seminato a fiori o ripristina un’area prima adibita ad altri usi, può aggiungerla alla rete consultando la mappa online pubblica. L’obiettivo a lungo termine dell’iniziativa è ambizioso: 150mila ettari di nuovi prati fioriti.

Gli altri effetti positivi

A beneficiare delle autostrade di fiori non saranno solo le api. In questi habitat troveranno casa anche ragni, uccelli, piccoli mammiferi e piante. In più, aiuteranno molte specie ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ad esempio, gli eventi meteorologici estremi che stanno rendendo inospitali alcune zone, costringendo a migrare altrove. Cosa che gli animali potranno fare più agilmente seguendo questi percorsi fioriti. Senza dimenticare che avere più api e impollinatori in circolazione permetterà agli agricoltori di avere in futuro raccolti più floridi.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food