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Fuochi d’artificio: uno studio prova che i botti stressano gli animali selvatici

Un nuovo studio ha provato che i fuochi d’artificio gettano nel panico anche gli animali selvatici e ora intervenire con puntuali divieti appare d’obbligo.

I fuochi d’artificio sono molo belli da vedere, ma il loro scoppio è in grado di gettare nel panico cani, gatti e animali selvatici. A provare che anche gli abitanti della natura “selvaggia” sono spaventati dai botti ci ha pensato uno studio pubblicato in Conservation Physiology. Il lavoro appare innovativo e ora sono attesi provvedimenti che tengano conto delle nuove scoperte.

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Foto: Denys Gromov @Pexels

Lo studio

A concentrarsi su come i fuochi d’artificio influenzino i comportamenti degli animali selvatici ci ha pensato un team della Anglia Ruskin University. I ricercatori hanno analizzato un gruppo di oche grigie stanziate in una zona rurale dell’Austria per valutare come queste reagissero ai botti di capodanno. Gli scienziati hanno collocato addosso agli uccelli dei trasmettitori che ne misurassero temperatura corporea e battito cardiaco. Hanno, poi, confrontato i dati raccolti nella notte tra 31 dicembre e 1 gennaio con quelli registrati nel mese precedente e successivo. I due parametri sono stati scelti come indice, in quanto espressione di una risposta fisiologica allo stress. Lo studio si mostra innovativo perché permette di esaminare le reazioni degli animali selvatici ai botti con modalità che vadano oltre l’osservazione empirica.

I fuochi d’artificio stressano gli animali selvatici

Secondo quanto emerso dallo studio i fuochi d’’artificio sono per gli animali selvatici una fonte di stress. I dati hanno, infatti, mostrato che nella prima ora dell’anno, momento di picco dei botti, il battito cardiaco delle oche si alzava del 96%. La media passava, dunque, dai 64 battiti al minuto standard, ai 124. La temperatura corporea si alzava, invece di un grado, passando dagli abituali 38 °C a 39 °C. Tutto ciò è dovuto al fatto che le oche selvatiche, spaventate, continuavano a volare in cerchio sopra le zone di nidificazione, sprecando molta energia. Per normalizzarsi i parametri impiegavano tempi diversi. Il battito si abbassava già intorno alle 2.00 dell’1 gennaio. La temperatura non scendeva, invece, fino alle 5.00.

Cosa fare?

Tutelare gli animali selvatici dallo stress dei fuochi d’artificio è una priorità. Il panico che i botti suscitano espone, infatti, la fauna a rischi significativi. La continua fuga mette gli animali in pericolo e un cospicuo dispendio di energia durante una stagione in cui le risorse scarseggiano può rivelarsi fatale. Gli esperti sottolineano che proseguire con la ricerca è d’obbligo. Non è ancora chiaro, per esempio, se a scatenare la paura siano i suoni o gli effetti luminosi, Guardare alle reazioni degli animali domestici, che spesso tremano, si nascondono e fuggono nonostante la loro confidenza con le interferenze umane, consente di avere un’idea generale della problematica. Limitare le aree in cui i fuochi d’artificio sono consentiti e preservare per lo meno gli spazi dove la presenza di animali in natura è massiccia appare cruciale.

Davanti alle evidenze che mostrano quanto i fuochi d’artificio possano traumatizzare gli animali selvatici le autorità sono chiamate a intervenire. I divieti per i botti risultano sempre più diffusi anche a causa del loro impatto ambientale, ma le alternative ecologiche non mancano. Gli spettacoli con protagonisti i droni ne offrono una dimostrazione.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.