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Francia: stop a piatti, bicchieri e stoviglie usa e getta nei fast food

Con l’inizio del 2023 una nuova legge pro-ambiente ha imposto ai fast food in Francia di dire addio alle stoviglie usa e getta per servire i clienti.

Con l’inizio del 2023 i fast food della Francia sono stati obbligati ad abbandonare piatti, bicchieri e altre stoviglie usa e getta solitamente fornite ai clienti per consumare cibo e bibite acquistati ai loro banconi. Parliamo di tutti quegli articoli che, alla fine dei pasti, vengono gettati nei bidoni, per lo più in quelli dell’indifferenziato. È l’effetto di una legge contro il packaging monouso approvata nel 2020, ma che ha dato tempo fino a quest’anno a McDonald’s, Burger King, Starbucks e compagnia per prepararsi a questo grande cambiamento a favore dell’ambiente.

Francia: stop a piatti, bicchieri e stoviglie usa e getta nei fast food
Foto: Akash Banerjee @Unsplash

Fast food, addio alle stoviglie usa e getta in Francia

La recente legge impone a tutti i fast food della Francia che mettono a disposizione più di 20 posti a sedere di eliminare le stoviglie usa e getta e a fornire tazze, piatti e posate riutilizzabili ai clienti che vogliono accomodarsi a loro tavoli. Oltre ai fast food, la lista dei locali obbligati a seguire le nuove norme include anche le mense aziendali, le catene di panetterie e i ristoranti di sushi.

Per fare un esempio, gli hamburger e i sandwich non saranno più serviti nelle classiche scatole, ma potranno continuare a essere venduti avvolti dalla carta usata per non far sporcare le mani a chi mangia. Tutte le altre pietanze, comprese nugget, pizza gelati e dolci, dovranno essere servite con stoviglie riusabili e non monouso. Allo stesso modo, anche le tazze dovranno essere riutilizzabili e lavate a una temperatura di 60° dopo l’uso, come avviene nei ristoranti tradizionali.

Il cambiamento nei fast food della Francia riguarderà però solo i pasti consumati in loco. Per il cibo d’asporto, invece, i clienti continueranno a ricevere packaging e stoviglie usa e getta.

La soddisfazione degli ambientalisti

Le organizzazioni per l’ambiente francesi sperano che le nuove norme vengano allargate presto anche al servizio takeaway, ma si ritengono comunque soddisfatte di questo giro di vite contro la produzione eccessiva di rifiuti. Si stima che i quasi 30mila punti vendita legati alle catene di fast food in Francia servano circa sei miliardi di pasti all’anno, generando qualcosa come 180mila tonnellate di spazzatura. E gli ambientalisti sostengono che il 55 percento di questa derivi proprio dal consumo del cibo nei locali.

Quello dei fast food è un settore che produce molti rifiuti. Anche se la plastica usa e getta è già stata messa al bando, è stata rimpiazzata da un’ampia gamma di prodotti monouso come cartone, legno, bambù, che noi consideriamo un inaccettabile spreco di risorse”, ha spiegato al Guardian Alice Elfassi, responsabile degli affari legali della ong Zero Waste Francia.

Come i fast food della Francia rimpiazzano le stoviglie usa e getta

Ma quali soluzioni hanno individuato i fast food per sostituire le stoviglie usa e getta? Diversi McDonald’s hanno ad esempio introdotto contenitori di plastica riusabili per le patatine fritte che ricordano molto quelli classici di cartone rosso monouso. Burger King ha invece testato bowl riusabili e tazze con il logo aziendale.

La sfida più grande per le catene sarà quella di ricavare nei loro locali, spesso molto piccoli, lo spazio per le lavastoviglie necessarie, prima non previste. Ma anche invitare il proprio staff a monitorare i clienti per evitare che rubino le stoviglie riusabili.

“Necessari dei controlli”

Nonostante la soddisfazione, i gruppi ambientalisti invitano le istituzioni a non abbassare la guardia e a continuare a prestare attenzione ai comportamenti dei fast food con opportuni controlli sulle attività. E, se necessario, infliggere delle multe in caso di mancato rispetto delle norme sull’usa e getta.

La maggior parte dei fast food non passeranno a classiche stoviglie in vetro o porcellana in grado di resistere per anni, ma opteranno per plastica dura e abbiamo dei dubbi sulla sua durevolezza. Resisterà a centinaia di lavaggi o verrà buttata dopo poco tempo? Saremo vigili su questo aspetto”, ha aggiunto Elfassi.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food