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Foreste pluviali dell’Africa: molte aree sono in pericolo

Azioni umane e cambiamento climatico stanno minacciando le foreste pluviali dell’Africa. Per la salute del pianeta capire come intervenire è vitale.

Uno studio pubblicato su Nature ha lanciato l’allarme sulle foreste pluviali dell’Africa Centrale. Il lavoro, condotto con metodologie innovative, ha indagato sull’impatto del cambiamento climatico su questi luoghi, cercando di proporre previsioni future puntuali. I risultati mostrano situazioni eterogenee, ma ugualmente preoccupanti. I campi su cui intervenire sono molti, e ora a dover agire sono i governi.

Foreste pluviali Africa

Lo studio:

Una recente ricerca si è concentrata sulle foreste pluviali dell’Africa Centrale. Esse ricoprono un ruolo fondamentale per il bilancio di carbonio del pianeta e gli studiosi hanno cercato di comprendere come umanità e cambiamento climatico stiano interferendo. Hanno, dunque, analizzato 6.1 milioni di alberi in 185.665 siti lungo 5 stati, per mappare i diversi tipi di foresta. Gli studi precedenti, basati su integrazione di lavoro sul campo e variabili ambientali, non erano arrivati a previsioni precise, a causa del bias di campionamento. Grazie all’approccio della regressione lineare generalizzata, invece, i ricercatori hanno potuto confrontare le variabili ritenute significative con le proiezioni future riguardanti clima e interferenze umane.

I risultati:

Lo studio sulle foreste pluviali dell’Africa ha aperto nuovi scenari. È stato rilevato che nella zona coesistono 10 tipi di foreste, e alcuni appaiono più vulnerabili al cambiamento climatico. Il disboscamento risulta una piaga e le infrastrutture in espansione hanno lasciato poche aree intonse. Entro il 2085, secondo le proiezioni, le diverse nicchie climatiche finiranno per spostarsi, fino a risultare irraggiungibili per le specie di alberi che le occupano oggi. Il clima diventerà sempre più secco e caldo e non tutte le piante saranno in grado di reagire in modo adeguato. Il rischio è che gli incendi aumentino e gli alberi riescano ad assorbire meno CO2.

Gli interventi:

Grazie allo studio sulle foreste pluviali dell’Africa Centrale, i governi possono stabilire una scala di priorità. Secondo gli esperti, infatti, è necessario, in primis, proteggere le zone più vulnerabili. Tra queste spiccano le foreste Atlantiche, quelle della Repubblica Democratica del Congo e del Gabon. Tutelare, poi, le aree più resilienti, come la foresta del Cameroon è altrettanto importante. Per garantire l’efficacia delle azioni è, poi, necessario coinvolgere le popolazioni locali. Per queste ultime, infatti, le foreste sono un elemento chiave di sopravvivenza. Comprendere i modi in cui le loro vite si intrecciano alla natura e lavorare perché possano continuare a farlo in modo sostenibile è cruciale.

Le foreste pluviali dell’Africa Centrale, per estensione e ricchezza di biodiversità, sono seconde solo all’Amazzonia, rispetto a cui, però, sequestrano più carbonio per ettaro. La scienza ha fornito tutti gli elementi perché la necessità di tributargli la giusta attenzione venga compresa. Andare oltre i confini politici e fare in modo che l’interesse economico non rimanga l’unica priorità, è ora un dovere.

REDAZIONE
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