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Foraging: che cos’è la pratica

Attività praticata dall’uomo fin dall’antichità e sostituita dai supermercati il foraging sta tornando in auge tra chi cerca alimenti naturali.

Per chi cerca alimenti naturali, biologici, a chilometro zero e soprattutto a buon mercato poche alternative battono il foraging. Ma che cos’è e cosa s’intende con questo termine? Praticata sin da tempi immemori dai nostri antenati la pratica del foraging è semplicemente la raccolta di alimenti ed erbe aromatiche così come si trovano in natura.

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Foto: katerinavulcova @Pixabay

Cos’è il foraging?

Con l’avvento di una economia globale e la diffusione capillare della grande distribuzione la necessità di procacciarsi cibo in natura è andata calando. Perché infilarsi in un bosco quando si può serenamente avere tutto a disposizione tra le comode corsie di un supermercato? Eppure in tempi recenti il foraging ha riguadagnato una posizione rilevante non solo tra coloro che hanno un occhio d’attenzione alla salute del pianeta, ma anche a quella del portafoglio. La raccolta del cibo presente spontaneamente in natura è una tra le pratiche più antiche svolte dalla nostra specie, è quello che fanno gli animali selvatici e, fino ancora alla metà del 1900, aveva un ruolo tutt’altro che marginale.

Come si pratica il foraging?

Se, tecnicamente, per iniziare a praticare il foraging basta solo la volontà e un paio di buone scarpe da trekking è fondamentale conoscere bene le piante che crescono nei dintorni della nostra abitazione. Per chi vuole iniziare a praticare foraging ma non sa da dove cominciare è buona pratica focalizzarsi inizialmente su un limitato numero di specie locali facilmente riconoscibili e, solo successivamente, aggiungerne altre alla lista una volta acquisita la giusta esperienza. Cicorie, ortiche e frutti di bosco come more, ribes e lamponi sono un ottimo esempio di alimenti facilmente individuabili da cui cominciare.

La nostra penisola è ricca di piante aromatiche, funghi, bacche o frutti che crescono spontaneamente: saperli riconoscere e capire in quali zone è possibile trovarli è il primo passo. Fondamentale inoltre per praticare bene il foraging è il rispetto della natura e quindi evitare di danneggiare le piante o raccogliere tutto quello che capita sotto mano. Buona pratica è quella di lasciare sempre un numero di frutti o semi sufficiente per garantire alla pianta la possibilità di sopravvivere e riprodursi.

Perché praticare il foraging?

Come accennato, il foraging è una pratica a chilometro zero e rispettosa dell’ambiente. Gli alimenti raccolti in natura non hanno confezioni di plastica e non viaggiano centinaia di chilometri in autostrada per raggiungere la nostra tavola. Inoltre, non costano nulla. Crescendo spontaneamente in natura gli alimenti che troviamo col foraging non sono frutto di agricoltura intensiva e quindi meno colpiti da pesticidi o diserbanti.

Inoltre, è un ottimo modo per prendersi un attimo di pausa dalla frenesia quotidiana e concedersi qualche ora a contatto con la natura. Per i più piccoli, inoltre, è un ottimo modo per apprendere la stagionalità dei cicli della natura e il costo non solo monetario che deriva, per esempio, dall’avere in tavola un alimento fuori stagione.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.