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Fattorie verticali: l’impianto che vuole produrre ortaggi per tutta la Danimarca

Grande come 20 campi di calcio, fornirà mille tonnellate di beni alimentari ogni anno. Costeranno come i prodotti bio. Le vendite partiranno a gennaio 2021

Le fattorie verticali si stanno moltiplicando. I progetti per coltivare in vassoi impilati uno sopra l’altro su torri altissime e in ambienti chiusi stanno diventando sempre più tecnologici e ambiziosi. Uno dei più recenti sta per dare, letteralmente, i suoi frutti in Danimarca. Alle porte di Copenaghen è stato costruito un gigantesco impianto che punta a fornire ortaggi a tutti i quasi 6 milioni di abitanti del Paese.

Fattorie verticali Danimarca

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Mille tonnellate di ortaggi all’anno

Per capire se l’obiettivo sarà raggiunto bisognerà aspettare. I cittadini danesi, tuttavia, avranno da subito una buona ragione per essere felici: ci saranno più prodotti locali nei supermercati. Attualmente molti degli ortaggi nelle ceste dei punti vendita arrivano infatti dall’estero: se ad esempio si vuole acquistare un cespo di lattuga in inverno, si scoprirà che questo proviene dalla Spagna o dall’Italia, o peggio, dal Kenya.

Le vendite partiranno a gennaio 2021. La fattoria verticale è stata costruita grazie a una partnership tra YesHealth Group, azienda di Taiwan specializzata nelle infrastrutture per questo settore, e Nordic Harvest, start-up danese che punta a rendere la produzione di cibo più sostenibile grazie alle tecnologie. L’impianto nei dintorni della capitale danese copre un’estensione di 20 campi da calcio (quasi 7mila metri quadri) e produrrà mille tonnellate di ortaggi ogni anno.

Le caratteristiche della fattoria

I vantaggi di questa modalità di coltivazione sono quelli tipici delle altre fattorie verticali chiuse. La tecnica idroponica permette di crescere ortaggi fuori dal terreno, senza pesticidi e con l’utilizzo di modeste quantità d’acqua rispetto all’agricoltura tradizionale. Di conseguenza, il consumo del suolo è ridotto al minimo e la produzione non soffre le variazioni del clima. Il sistema permette, inoltre, di evitare malattie che possono diffondersi nelle normali coltivazioni, ad esempio la salmonella. L’impianto è formato da imponenti colonne da 14 piani, ciascuno dei quali ospita un vassoio da seminare, ed è in larga parte automatizzato, aspetto che consente di abbassare il costo della manodopera.

La luce necessaria ai processi biologici dalle piante è fornita da lampade LED, diventate sempre più efficienti nell’ultimo decennio. I contro di questi impianti sarebbero proprio gli alti consumi energetici, e quindi i costi elevati, per l’elettricità. Ma per minimizzare questa spesa e l’impatto in termini di emissioni di CO2, la fattoria verticale danese sfrutterà energia elettrica pulita fornita da un impianto eolico.

Meno sprechi e prezzi competitivi

Infine, verdure locali e più fresche significa minore inquinamento per il trasporto e riduzione degli sprechi alimentari. Riducendo le tempistiche di passaggio dal “campo” alla tavola, non rischieranno infatti di rovinarsi. Gli ortaggi inizialmente saranno venduti al prezzo dei prodotti biologici, anche se YesHealth Group sostiene che in poco tempo diventeranno convenienti come quelli dell’agricoltura classica. “Con questa tecnica di coltivazione – ha detto la general manager dell’azienda, Stella Tsai – puoi controllare ogni costo”.

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