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Europa: gas e nucleare saranno considerate energie “green”

Con un voto contestato, il Parlamento dell’Unione Europea non riesce ad evitare il veto, gas e nucleare avranno accesso ai fondi per le energie green.

In Europa gas e nucleare saranno a tutti gli effetti considerate energie “green”. È il risultato che emerge dal contestato voto del Parlamento Europeo del 6 giugno che con 278 voti a favore e 328 contrari non ha approvato il veto all’introduzione di gas e nucleare nella lista delle energie pulite. Critiche sono arrivate non solo dalle associazioni ambientaliste ma da rappresentanti politici in tutta Europa da sinistra a destra.

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Foto: Markus Distelrath @Pexels

Gas e nucleare saranno investimenti green

Cosa significa per il futuro dell’Unione Europea? Prima che diventi legge a tutti gli effetti la proposta del parlamento dovrà essere ratificata dal Consiglio Europeo che riunisce i ministri di tutti gli stati membri. Per venire bloccata in questa sede tuttavia ben 20 nazioni su 27 dovranno dichiararsi contrarie. Uno scenario altamente improbabile. È facile quindi prevedere come in futuro sul territorio dell’Unione nuovi progetti energetici che includeranno gas e nucleare avranno facile accesso ai fondi europei destinati ai progetti “green”.

Un ostacolo ai piani dell’Europa?

La proposta, nata prima del conflitto in Ucraina, chiedeva di evitare l’inclusione di termini come gas e nucleare all’interno della “tassonomia” europea, ovvero un sistema di classificazione necessario per stabilire quali progetti e attività economiche potessero rientrare nella definizione di eco-sostenibili. Il fallimento del veto potrà portare nuovi impianti a gas e nucleare a possibilmente ricevere il sostegno di ingenti fondi da parte dell’Unione. Secondo le voci contrarie alla proposta, l’inclusione di queste forme di energia tra quelle “green” potrebbe rallentare il progresso europeo verso l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030.

Forti reazioni fuori dall’aula

Fuori dal Parlamento diverse voci si sono levate in protesta contro la decisione dell’aula. Greta Thunberg in un tweet ha definito la decisione come ipocrita: “L’ipocrisia colpisce ma purtroppo non sorprende” ha scritto l’attivista svedese rilanciando l’hashtag #NotMyTaxonomy. Organizzazioni ambientaliste internazionali come Greenpeace e il WWF hanno comunicato l’intenzione di portare avanti azioni legali trascinando il Parlamento Europeo in tribunale “Il WWF non riposerà finché la Tassonomia europea non sarà veramente green” si legge nel comunicato diffuso dall’associazione mentre Greenpeace si è detta convinta che i tribunali “fermeranno questa azione di greenwashing motivata politicamente e in violazione delle leggi dell’Unione Europea”.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.