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L’energia solare fa piovere nel Sahara

Utilizzare energia solare e eolica può avere effetti sul clima, addirittura facendo piovere nel Sahara. È quanto hanno scoperto un gruppo di scienziati in un report pubblicato su Nature.

Gli impianti di energia solare e eolica di grandi dimensioni possono avere effetti concreti sul clima, non solo a lungo termine ma su aree nell’immediata vicinanza, al punto da far piovere nel Sahara. Un gruppo di ricercatori guidati dal dottor Yan Li ha studiato l’impatto che grandi superfici coperti da pannelli solari o pale eoliche, scoprendo che queste superfici, in località desertiche, possono indurre piogge e una maggior quantità di piante.

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Perché energia solare e eolica fanno piovere

L’energia rinnovabile ha un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, ma quando pensiamo in questi termini ci è difficile immaginare un effetto sul breve periodo. Tanto meno veder piovere nel Sahara. Quello che gli scienziati hanno scoperto, in un articolo intitolato «Climate model shows large-scale wind and solar farms in the Sahara increase rain and vegetation» è che differenze nel clima possono essere registrate nel giro di pochi anni e in aree prossime agli impianti di più grandi dimensioni.

In particolare il report pubblicato su Nature ha valutato il clima nella regione del Sahel, dove sorgono impianti molto estesi sia di energia solare che di eolica. Sembra che la spiegazione sia legata ad un aumento locale della temperatura e a una diminuzione dell’albedo – l’abilità del terreno di riflettere la luce. In più la presenza di strutture che interrompono la superficie altrimenti abbastanza piatta del deserto, aumenta la frizione del vento, un’altra variabile che può determinare un aumento delle precipitazioni.

Ma non è solo l’energia solare ed eolica non si limitano a far piovere nel Sahara, ma innescano un circolo virtuoso in cui aumenta anche la vegetazione, che a sua volta intrappola più umidità vicino al terreno, che aiuta a sua volta a far crescere più vegetazione. Ora si deve solo trovare le regioni giuste dove sperimentare, in maniera ancora più estesa e approfondita, questo effetto.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.