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Energia prodotta con gli aquiloni: la nuova frontiera dell’eolico

L’eolico è destinato a diventare l’energia del futuro, e, nella corsa contro i combustibili fossili, le turbine potrebbero lasciare il posto agli aquiloni.

Il settore dell’energia eolica è in continua espansione e, in futuro, a guidare la crescita potrebbero esserci dei particolari aquiloni. I sistemi di Airborne Wind Energy garantiscono diversi vantaggi e, con molti progetti già in fase di sperimentazione, sembrano pronti a decollare. La strada appare, comunque, ancora lunga e le criticità da considerare, ovviamente non mancano.

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Energia eolica dagli aquiloni

L’idea di rendere gli aquiloni protagonisti della produzione di energia eolica può essere fatta risalire agli anni ‘70. Oggi per questo fine si utilizzano grandi vele, per conformazione simili a quelle da parapendio, che possono generare elettricità in volo o a terra. Nel primo caso, l’energia viene prodotta quando le parti rotanti del dispositivo incontrano la resistenza del vento. Tramite il cavo viene, poi, immagazzinata in una batteria al suolo o immessa nella rete. Nel secondo scenario, oggi più popolare, il velivolo fa srotolare il cavo su un tamburo, che, con la resistenza, genera energia, in un processo ciclico. Progetti per servirsi di vele più solide, come quelle da deltaplano, o di droni muniti di turbine, sono in fase di sviluppo.

Perché gli aquiloni?

Sfruttare gli aquiloni per la produzione di energia eolica appare una strategia promettente. I dispositivi volanti permettono di ottenere il massimo dalla risorsa. Possono, infatti, raggiungere gli 800 m di quota, ben al di sopra dei 200-300 m toccati dalle turbine più alte. Il vento a tali altezze soffia più forte e ciò rende appetibili anche zone apparentemente poco fruibili. Secondo le stime, puntando su tali innovazioni, il potenziale energetico del settore potrebbe crescere di ben 4.5 volte. Gli spazi necessari risultano, poi, limitati. Oggi un parco eolico ha bisogno di 29 ettari di superficie per generare 1 MW di elettricità e questo sta portando a un rapido esaurimento delle aree meglio piazzate. Costi contenuti e facilità di installazione dovrebbero, poi, completare il quadro.

Ottimismo ma…

Il settore dell’Airborne Wind Energy è oggi solo all’inizio di un percorso. In primis è necessario capire come questi enormi aquiloni possano influire sugli ecosistemi. L’impressione è che il loro impatto risulti minore rispetto a quelle delle turbine, ma le ricerche sono ancora in corso. Mancano, poi, regolamentazioni dettagliate ed esaustive. La dinamica è, qui, secondo Stephan Brabeck dall’azienda del settore SkySails, quella di un circolo vizioso. Egli ha spiegato che solo un mercato più attivo, bloccato, però, dalle incoerenze, obbligherebbe alla correzione delle lacune. Lavorare su affidabilità e sicurezza dei dispositivi è, infine, un’altra priorità per puntare alla produzione di energia su vasta scala e le realtà sul campo ne sono ben consapevoli.

Associare la produzione di energia eolica agli aquiloni appare strano. La tecnologia ci ha, però, abituato ai miracoli e, nella lotta al cambiamento climatico, nessun ambizioso progetto può essere trascurato. La speranza è che un giorno lo stupore di oggi si trasformi in abitudine e che ciò spinga l’ingegno umano a volare, letteralmente, sempre più in alto.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.