Distruzione foreste, l’impatto degli incendi
Negli ultimi anni sempre più foreste vanno incontro alla distruzione a causa degli incendi. Secondo gli ultimi dati la superficie di copertura verde bruciata continua ad aumentare e la colpa è da attribuire all’uomo che alimenta il cambiamento climatico. Gli eventi meteo estremi creano le condizioni favorevoli all’attecchire delle fiamme e alcune aree del pianeta risultano più vulnerabili di altre.

Distruzione foreste nel mondo
Il tasso di distruzione delle foreste a opera delle fiamme continua a salire. Secondo i dati del World Resources Institute il fuoco cancella ogni anno più del doppio del territorio rispetto a quanto facesse due decenni fa. Nel solo 2024 sono andati in fumo 135.000 km2 di alberi nel mondo. Ogni giorno dell’anno il fuoco ha consumato 360 km2 di verde, ovvero un territorio della grandezza di Malta.
In 24 anni il pianeta ha detto addio a 1.5 milioni di chilometri quadrati di copertura forestale e ciò non è sostenibile. Gli ecosistemi maggiormente colpiti sono stati le foreste tropicali umide e le foreste boreali. Per decenni la superficie globale bruciata è diminuita ma tali ambienti sono diventati dei nuovi hotspot.
Quali foreste hanno risentito maggiormente della distruzione?
Diverse aree sul pianeta hanno dovuto fare i conti con una distruzione di foreste senza precedenti. La Russia ha visto le fiamme divorare porzioni di territorio così a nord da coinvolgere il permafrost. Nel 2023 nel solo Canada sono andati persi 78.000 km2 di alberi e il fumo che si è generato ha avuto conseguenze sulla salute pubblica persino in Europa.
La foresta Amazzonica non ha avuto una sorte migliore e gli incendi in Brasile hanno fatto segnare record negativi inquietanti. Lo stesso vale per l’Australia dove le condizioni estreme hanno minacciato l’incolumità di intere comunità. Quattro dei cinque anni peggiori a livello di impatto negativo delle fiamme sulle foreste sono stati registrati negli ultimi 5 anni a livello globale e la situazione sembra destinata a peggiorare.
Distruzione delle foreste: cause e conseguenze
A rendere la distruzione delle foreste tanto devastante ha contribuito in modo determinante il cambiamento climatico. Questo ha reso le ondate di calore e le conseguenti siccità sempre più lunghe e severe, trasformando vaste aree del pianeta in una riserva di combustibile. Dato che le aree alle alte latitudini nell’emisfero boreale si scaldano più rapidamente del resto del pianeta, per altro, gli ecosistemi lì collocati sono apparsi particolarmente vulnerabili alla dinamica.
Il problema è ora l’innescarsi di un circolo vizioso. Gli alberi fungono da serbatoio di carbonio, sequestrando la CO2 in atmosfera. Quando questi bruciano l’anidride carbonica in essi conservata torna libera e la resilienza climatica perde degli importanti baluardi. Il riscaldamento globale accelera quindi ulteriormente.
Preservare le foreste dalla distruzione è ancora possibile ma sono richieste, secondo gli esperti, azioni su più piani. Bisogna intervenire in primis a livello globale, limitando le emissioni di gas serra per frenare la corsa del cambiamento climatico. In ambito locale fermare la deforestazione, gestire i fattori di rischio e ristorare gli ecosistemi appaiono le indiscusse priorità. Il coinvolgimento degli indigeni per tale scopo risulta imprescindibile.






