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Dieta BARF: cos’è meglio per il vostro gatto?

La si sente nominare sempre più spesso, sinonimo di qualità e genuinità ma anche di un ritorno alla natura per i nostri amici a quattro zampe.

Avete mai sentito parlare di dieta BARF? L’acronimo sta ad indicare letteralmente bones and raw food, ossa e cibo crudo, che in altre parole si traduce come un cibo non cotto biologicamente approvato. Si punta con questo tipo di alimentazione a tornare all’istinto del predatore felino, amante della caccia e della carne fresca.


La Dieta BARF: cos'è meglio per il vostro gatto?

50 anni indietro (o avanti)

La domesticazione del gatto si calcola sia avvenuta circa 9000 anni fa, una manciata di millenni che separano il felino domestico dalla sua controparte selvatica, amante non solo di ratti o topi, ma anche rettili, pesci, uccelli e insetti vari. La sua vita è gradualmente cambiata, passando dalla tensione degli agguati tra le fronde al sonnacchioso dormiveglia sulla nostra poltrona preferita, ma la sua dieta non è cambiata altrettanto visceralmente.

50 anni indietro (o avanti)

In un altro articolo vi abbiamo già dato qualche consiglio per l’alimentazione del vostro gatto, ma questa volta ci concentreremo sulla dieta Barf, la nuova arrivata sul panorama dei trend salutistici per animali domestici. «Se chi ha un gatto vuole andare verso l’orizzonte della salute, se un veterinario vuole fare medicina preventiva e investire sul benessere dei propri pazienti, la dieta BARF diventa uno dei principali obiettivi.» Così spiega il dott. David Bettio, medico veterinario specializzato nella cura omeopatica degli animali da compagnia.

I vantaggi

Esistono alcune patologie tutt’altro che rare, spesso ricondotte ad una qualità scadente del cibo industriale somministrato ai nostri amici a quattro zampe: diabete, problemi di digestione, gengiviti, problemi alle vie urinarie, malattie epatiche e allergie varie sono solo alcuni esempi. Una scelta che si inquadra anche in un contesto etico: il contenuto delle classiche crocchette può non essere di prima scelta, e la loro produzione può essere meno rispettosa per l’ambiente di un pasto fresco.

I vantaggi della dieta barf

Cibo non trattato, preparato crudo al momento, assolutamente in linea con la morfologia dei nostri gatti, abituati a strappare con i loro denti acuminati brandelli di carne, non sgranocchiare crocchette disidratate. A proposito di acqua, normalmente i felino non hanno bisogno di bere molto spesso, assumono la loro acqua dal cibo che mangiano, anche questo può giovare alla salute del vostro gatto. Non resta che affrontare un compromesso: quanto tempo libero abbiamo a disposizione? Quanto ci fidiamo della lista di ingredienti sulle confezioni di cibo industriale?

Va sollevato però anche un ultimo punto: molto spesso tendiamo a sottovalutare tutto ciò che porta anche solo una sensazione di «industriale» dimenticando una cosa paradossale: i controlli e i regolamenti a cui sono soggetti le aziende produttrici tendono ad essere molto rigidi, e in rete si possono tranquillamente trovare per rendersene conto. D’altra parte la carne che possiamo dare ai nostri animali, soprattutto se recuperata da scarti trattati senza troppa cura, può essere fonte di contaminazioni, basti pensare alla salmonella per il pollo crudo. In sostanza: difficilmente esistono soluzioni perfette senza luci o ombre, l’importante è non smettere di preoccuparsi dei nostri amici a quattro zampe.

Fonti: butac.it – allevamentogattinorvegesi.org – gruppomacro.com – scienze.fanpage.it – thespruce.com -hyptor.com – bluecross.org.uk – bluecross.org.uk

REDAZIONE
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