Ambiente

Deforestazione: Tesco chiede lo stop della carne di un’azienda brasiliana

La catena di supermercati lancia un appello al governo britannico per mettere al bando JBS. Sarebbe tra i responsabili della distruzione dell'Amazzonia

La catena di supermercati britannica Tesco chiede al governo del Regno Unito di mettere al bando JBS, il più grande produttore di carni del mondo. Il motivo? L’azienda brasiliana sarebbe coinvolta nelle operazioni di deforestazione illegale dell’Amazzonia per la creazione di nuovi pascoli. In realtà, l’appello di Tesco è ancora più forte: fare in modo che tutto il cibo presente sugli scaffali dei supermercati oltremanica sia deforestation-free, cioè non collegabile alla distruzione di foreste.

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L’appello di Tesco

L’iniziativa arriva dopo una nuova campagna di Greenpeace che invitava a tagliare i rapporti commerciali con JBS. Con un’attività investigativa sul campo, l’ong ha raccolto nuove proveche incastrerebbero l’azienda. La catena di supermercati chiede al governo guidato da Boris Johnson di introdurre meccanismi di verifica rigorosi lungo le filiere alimentari per contrastare il fenomeno delle deforestazioni in tutto il mondo. Già metà dei cittadini britannici, secondo un sondaggio commissionata a YouGov dalla stessa Greenpeace, starebbe pensando di evitare prodotti derivanti da questa pratica ad alto impatto ambientale.

“Chiediamo al nostro governo – ha dichiarato Dave Lewis, Ceo del gruppo Tesco – di imporre all’industria alimentare, come parte della sua Strategia Nazionale per l’alimentazione, l’introduzione di un’efficace due diligence lungo le filiere per accertare che i prodotti alimentari venduti nel Regno Unito non siano connessi con la deforestazione”. “Stiamo facendo notevoli progressi – ha aggiunto – ma non possiamo risolvere il problema da soli”.


Le ombre su JBS e sulla carne brasiliana

In solo un anno, JBS è stata collegata alla distruzione della Foresta Amazzonica cinque volte, pratica che ha trovato una sponda nelle politiche permissive del presidente Jair Bolsonaro. A causa di queste ombre, la Nordea Asset Management, società di gestione di risparmio, ha rimosso la compagnia dal suo porfolio. Nel 2009, Greenpeace aveva ottenuto l’impegno da parte di JBS e altre realtà della carne brasiliane a rafforzare il controllo sulle loro catene produttive. L’ong, tuttavia, segnala che il colosso dell’industria alimentare “continua ad avere problemi” e non dimostra “una piena trasparenza.

Dal 2018, Tesco ha bloccato la vendita di carne brasiliana nei suoi supermercati. Tuttavia, continua a mantenere rapporti commerciali con due aziende fornitrici di carne di proprietà di JBS: Moy Park and Tulip. Queste allevano maiali e polli nutriti a soia, coltivazione che alimenta l’abbattimento di alberi nella Foresta Amazzonica insieme alla creazione di nuovi pascoli.

Tesco: entro il 2025 solo soia deforestation-free

Seppur non esistano prove che colleghino le due aziende, e quindi Tesco, alla deforestazione in Brasile, i numeri sulla soia dicono che qualche connessione potrebbe esistere: nel Regno Unito, il 68 per cento delle 3.2 milioni di tonnellate annue di questo legume è importata dal Sud America e un sesto di queste va a Tesco. La catena di supermercati ha annunciato che, entro il 2025, le sue forniture di soia verranno solo da aree non soggette a deforestazione.

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