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Cuoco e Chef, sapete quali sono le differenze?

Cuoco e Chef. C’è chi li usa come se fossero sinonimi, chi si lamenta di inutili prestiti da lingue straniere, chi invece crede che uno valga più dell’altro. Vi sveliamo chi ha ragione.

La diatriba tra cuoco e chef è sempre accesa, ma in pochi sanno con certezza se ci sia – e soprattutto quale sia – la differenza tra i due termini. Vi possiamo subito anticipare che, rullo di tamburi, non sono sinonimi, e che quindi queste due parole devono essere usate, soprattutto se avete a che fare con professionisti, facendo molta attenzione.

Cuoco e Chef ecco le differenze

Due termini per due professioni

Molti di noi, dopo un piatto di pasta ben riuscito o una cotoletta cotta a puntino, sentono la chiamata al rango di cuoco, felici e compiaciuti di aver dimostrato dote notevole in cucina. Beh, vi spiacerà sapere che per essere considerati veri cuochi c’è bisogno di seguire alcuni specifici corsi professionali, scuole addirittura, per poter acquisire tutte le competenze necessarie alla cottura e preparazione dei piatti.

La brigata in cucina con cuoco e chef

Non ci si può improvvisare cuochi purtroppo, e la scuola alberghiera è un’istituzione impegnativa che sforna i cuochi di domani, per non parlare di scuole come Alma. Ma tutto quanto abbiamo detto finora non si applica anche agli chef? Sì e no in realtà. In cucina non c’è solo bisogno di cucinare, ma anche da studiare il menù, decidere quali prodotti acquistare e soprattutto prendersi certe responsabilità. Ecco che entra in campo lo chef, colui che elabora nuove ricette e decide del prezzo e del costo dei piatti, gestendo poi anche gli ordini. Tutte queste responsabilità fanno dello chef il «direttore d’orchestra» di un ristorante.

differenze cuoco e chef

In questo caso la formazione da cuoco è sicuramente utile, ma esistono diverse scuole specifiche per questo ruolo, oltre ad essere necessaria una «gavetta» ancora più dura e prolungata. In realtà comunque il termine chef viene usato relativamente poco nelle cucine dei grandi ristoranti perché troppo generico. Il grado più elevato in questo caso viene definito l’Executive chef e subito sotto di lui si trova l’Head chef, con la funzione di vice. Insomma, una faccenda più complicata di quanto non possa sembrare ai non addetti ai lavori.

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