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Cuba tra sostenibilità e biologico fa scuola al pianeta

Cuba tra sostenibilità e biologico è divenuta negli anni un esempio per il mondo intero di nazione rispettosa dell’ambiente.

La direzione intrapresa da Cuba verso la sostenibilità e il biologico hanno reso l’Isola Caraibica un modello nel mondo. Il sistema cubano, ad oggi, fa scuola nel mondo in tema di tutela dell’ambiente e utilizzo intelligente delle risorse. Ma come ha fatto una nazione dalla storia tanto travagliata a ottenere questi risultati?

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La storia difficile che ha portato Cuba alla sostenibilità

Proprio la sua storia ha avuto un ruolo determinante nel legare Cuba alla sostenibilità e il biologico. Una nazione vittima di sei decadi di embargo commerciale, economico e finanziario da parte di un vicino potente come gli Stati Uniti che è stata capace di rimettersi in piedi con regole nuove che l’hanno portata al vertice tra le nazioni più sviluppate del mondo secondo il Sustainable Development Index (SDI). Si tratta di una misura dell’efficienza dello sviluppo umano, calcolata dividendo il ben più usato Human Development Index (HDI) – basato su speranza di vita, scolarizzazione e reddito – per l’eccesso, in termini di emissioni di CO2 e impatto ambientale dovuti alla produzione, rispetto alla quantità pro capite sostenibile calcolata per la popolazione mondiale (quanto ognuno di noi potrebbe al massimo inquinare in relazione alle capacità dell’ecosistema). Lo HDI pone naturalmente le nazioni più ricche al vertice, ma utilizzando il SDI, le cose cose cambiano molto.

Quella di Cuba per la sostenibilità è stata una scelta dettata in principio dal bisogno generato dalla scarsità di risorse dovuta prima all’embargo statunitense e poi al crollo dell’Unione Sovietica, principale partner commerciale dell’isola. In quel momento Cuba era sull’orlo di una crisi alimentare essendo la maggior parte delle colture dedicate alla canna da zucchero esportata verso l’URSS. Tale situazione congiunta alla scarsità di carburante – che tutt’oggi parzialmente perdura – ha costretto i cubani ha trovare soluzioni alternative, come le piccole coltivazioni biologiche all’interno e nei pressi dei centri abitati. Un modello di produzione frammentato e sostenibile che da anni garantisce la sussistenza alla popolazione cubana. Basti pensare che tutt’ora il 90% della frutta e della verdura consumate a Cuba sono di origine cubana.


Nonostante la fine dell’embargo nel 2014, la scelta di Cuba per la sostenibilità non è mutata, portando la nazione a compiere scelte per uno sviluppo economico basato su un consumo parco delle risorse. Così sempre più auto elettriche stanno venendo acquistate dalla Cina e il car sharing è una pratica molto diffusa per sopperire alle mancanze del sistema di trasporti e alla scarsità di carburante. Quella cubana è una posizione resiliente rispetto alle spinte del mondo esterno, in favore di valori differenti che valorizzano maggiormente la tutela dell’ambiente rispetto alla mera crescita economica. Il modello Cuba al mondo occidentale può sembrare un ripiego, un compromesso dettato dal bisogno, ma la nazione caraibica è viva e dinamica, con dei dati che mostrano una situazione lungi dall’essere negativa. Un esempio su tutti l’ottimo sistema sanitario pubblico, grazie anche al quale l’aspettativa di vita dei cubani è di 79,4 anni alla nascita, superiore a quella degli statunitensi di 78,69 anni.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.