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Crisi nel settore della carne: nessuno vuole uccidere gli animali

Nessuno vuole più uccidere gli animali, né tanto meno lavorare nei macelli, e il settore della carne rischia una crisi che potrebbe non avere precedenti, soprattutto a Natale.

A Natale mangiare carne potrebbe essere difficile, visto che nessuno vuole più uccidere gli animali, soprattutto lavorando in un macello. Potrebbe essere una crisi nel settore senza precedenti quella che si sta registrando in Gran Bretagna e altre parti del mondo, frutto di una sempre maggiore sensibilità delle persone al tema della vita degli animali. Basti pensare a cosa vanno incontro i dipendenti dei macelli quando lasciano il loro lavoro, da disturbi post traumatici alla necessità di visitare regolarmente uno psicologo.

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Cosa non va nell’industria della carne

La situazione sembra, come anticipato, particolarmente grave nel Regno Unito, dove in vista del Natale il consumo di carne aumenta sensibilmente rispetto al resto dell’anno. Non ci sono abbastanza addetti all’uccisione di animali all’opera nei macelli, e si fa fatica a trovare nuove leve. Un recente studio ha svelato che quasi il 70% di chi lavora nell’industria della carne a quei livelli è un immigrato dell’EU, dato che suggerisce una riluttanza da parte dei cittadini britannici a impegnarsi in questo tipo di lavoro.

Ma sono le esperienze di chi dal mondo dei macelli a svelare perché nessuno vuole uccidere gli animali. In Italia abbiamo avuto la nostra dose di scandali legati al maltrattamento degli animali destinati al macello, ma sembra che anche nel resto del mondo il problema sia simile: ovini vengono lanciati di faccia contro pareti di edifici per essere uccisi, alcuni dipendenti spengono malignamente sigarette sulla pelle dei maiali. Può anche succedere che gli animali non vengono storditi adeguatamente, e che nel momento del taglio della giugulare per il dissanguamento siano ancora sensibili.

industria della carne

Tutto questo porta gli individui più deboli della società, quelli che normalmente si adeguano a fare questi lavori, ad una serie di problemi degni di chi è tornato da un conflitto: disturbi post traumatici, visite da psicologi, incubi ricorrenti riguardo a vendette di animali. La conseguenza più diretta è che nessuno vuole più uccidere gli animali, né tantomeno lavorare nei macelli. E questo Natale nel Regno Unito potrebbero avere difficoltà a portare a tavola la propria carne preferita. Succederà lo stesso anche in Italia?

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REDAZIONE

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