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Cos’è l’agricoltura conservativa e perché è importante per la salute del suolo

Questa pratica punta su alcuni comportamenti per rispettare i processi biologici e per proteggere la biodiversità dei terreni

L’agricoltura conservativa è la via da seguire per crescere il cibo che coltiviamo proteggendo il suolo. Sotto ai nostri piedi abbiamo infatti una grandissima quantità di microbi e nutrienti che garantiscono, tra le varie cose, la fertilità dei terreni che usiamo per sfamarci. Una fertilità minacciata sempre più dalle pratiche intensive che non rispettano i cicli biologici del suolo, tendenza che lo impoverisce diminuendo l’entità dei raccolti. Al contrario, l’agricoltura conservativa li favorisce incentivando la biodiversità che si nasconde sotto ai nostri piedi. Sono tre i principi che promuove: il disturbo minimo del suolo, il mantenimento di uno strato protettivo sulla sua superficie e la diversificazione delle specie coltivate.

Agricoltura conservativa

Disturbare meno possibile il suolo

Per disturbo minimo si intende spingere gli agricoltori a ridurre o abbandonare i sistemi di aratura e tutti i procedimenti meccanici per la preparazione del terreno da seminare. Per questo processo, secondo l’agricoltura conservativa, si dovrebbe procedere in modo diretto ricavando una sede per ogni singolo seme senza dissestare completamente il terreno. La sua movimentazione deve essere contenuta al massimo e alla fine dell’operazione la superficie dovrebbe essere regolare, piatta, senza cumuli di terreno visibili.

Coprire il terreno a riposo

Un’altra linea guida di questa pratica è la conservazione dei resti delle precedenti coltivazioni e il loro utilizzo per la creazione di uno strato protettivo del suolo a riposo. In alternativa o in aggiunta agli scarti accumulati, nel caso questi non dovessero bastare, l’agricoltura conservativa promuove la semina di “coltivazioni di copertura”, alternative buone per le loro funzioni di protezione o come foraggi per gli animali. In particolare difendono il suolo dalle piogge intense, smuovono e riciclano i suoi nutrienti, migliorano la sua struttura rompendo gli strati più duri con le loro radici e favorendo una maggiore circolazione dell’acqua, sono usate per controllare le erbe e gli insetti infestanti e permettono la rotazione con una monocoltura.

Diversificare le colture

A proposito di rotazione, il terzo e ultimo principio prevede la diversificazione delle coltivazioni proprio favorendo l’alternanza di diverse coltivazioni. Un modo per offrire una “dieta” variegata ai microrganismi che popolano il suolo, differenti a seconda della profondità considerata. Ruotare le colture significa portare radici con diverse capacità di penetrazione per non stressare il terreno sempre alla stessa profondità. Inoltre, questa strategia favorisce anche una diversificazione di flora e fauna in quanto le radici, espellendo sostanze organiche diverse, attirano differenti tipi di batteri e funghi, i produttori dei nutrienti utili alle piante. Infine, la rotazione ha anche un importante effetto fitosanitario in quanto non obbliga più a lottare contro malattie e insetti infestanti che prendono di mira colture specifiche e quindi a impiegare meno sostanze chimiche.

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