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Cos’è il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno

Questo 21 dicembre è il solstizio d’inverno, si tratta del giorno più corto dell’anno che segna l’inizio della stagione invernale.

Nel nostro emisfero, nel corso degli ultimi 6 mesi, le giornate si sono andate accorciando. Questo 21 dicembre cade il solstizio d’inverno: il giorno più corto dell’anno e l’inizio della stagione invernale. In realtà ad accorciarsi non è tanto il “giorno” (la durata di un giorno è sempre la stessa, 23 ore 56 minuti) ma il “dì”, ovvero il periodo di luce solare a nostra disposizione. Perché in tutto il mondo si ricorda il solstizio d’inverno e perché i suoi effetti sono differenti tra nord e sud del pianeta?

solstizio inverno
Foto: PxFuel

Cos’è il solstizio d’inverno

Il solstizio d’inverno si verifica una volta all’anno in ogni emisfero. Esso segna il momento in cui il giorno, o meglio dire appunto, il “dì”, smette di accorciarsi e comincia nuovamente ad allungarsi. Il solstizio d’inverno segna l’inizio ufficiale della stagione invernale secondo il calendario astronomico, anche se in genere nell’emisfero nord l’inverno meteorologico inizia con qualche settimana in anticipo. Nel nostro emisfero, il solstizio cade sempre il 21 o il 22 Dicembre che sono quindi i giorni con meno ore di luce dell’anno.

Perché esiste il solstizio d’inverno

Il fenomeno del solstizio d’inverno e del suo contrario, il solstizio d’estate, sono dovuti all’inclinamento dell’asse terrestre. Il nostro pianeta è inclinato di 23,5° e questa inclinazione fa sì che diverse parti del globo ricevano più o meno quantità di luce durante la rotazione attorno al sole. Nel momento del solstizio invernale l’emisfero interessato è inclinato il più lontano possibile dalla nostra stella. Proprio l’inclinazione dell’asse, e non la distanza dal sole durante l’orbita, è responsabile per la presenza delle stagioni sul nostro pianeta. Se la Terra non fosse inclinata, non avremmo le stagioni così come le conosciamo.

Differenza tra nord e sud del mondo

Superato l’equatore, quello che per noi dell’emisfero nord è il solstizio d’inverno, diventa in realtà il solstizio d’estate. Per chi abita nell’emisfero meridionale infatti, 21-22 dicembre rappresentano i giorni con la maggiore quantità di luce solare, proprio in virtù dell’inclinamento dell’asse terrestre. A sud dell’equatore, il solstizio d’inverno cade il 20-21 giugno, esattamente quando a nord cade il solstizio d’estate. Durante i giorni di solstizio d’inverno la durata del dì e sempre inferiore alle 12 ore ovunque in quell’emisfero, anche se la quantità di ore di luce cambia seconda della distanza dall’equatore. Più vicino all’equatore ci troviamo, più la differenza tra giorno e notte è minima. Ai poli invece la differenza è massima con un giorno di completa oscurità, o con il sole a mezzanotte durante il solstizio d’estate.

L’importanza del solstizio d’inverno

Il solstizio d’inverno ha sempre rappresentato un momento significativo nell’immaginario culturale. Sebbene dia il via alla difficile stagione invernale, in pressoché tutte le culture il ritorno ad allungarsi delle giornate ha assunto spesso un significato simbolico e religioso. Sin dai tempi più antichi, assieme al solstizio d’estate, rappresenta un giorno di festa.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.