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Cosa succede se il cane mangia l’uva?

Per il nostro cane uva e uvetta sono potenzialmente tossiche e, in caso di scorpacciate indesiderate, monitorare i sintomi e agire rapidamente è cruciale.

Esistono frutti capaci di essere un toccasana per il nostro cane, ma tra questi non rientra l’uva. I piccoli acini dolci e gustosi sono, infatti, un potenziale veleno per Fido. Evitare di condividere i grappoli con gli amici a quattro zampe è il primo passo, ma è bene fare attenzione anche alle ingestioni accidentali.  I sintomi di un’eventuale intossicazione sono vari e muoversi tempestivamente può evitare risvolti drammatici.

cane uva
Foto: Bruno Cervera @Pexels

Cane e uva

Per il nostro cane l’uva è un alimento pericoloso. Questo frutto può, infatti, causare seri danni ai nostri amici a quattro zampe e arriva, nei casi più gravi, a indurre insufficienza renale acuta. I meccanismi responsabili di tali disturbi sono ancora ignoti, ma è provato che a essere potenzialmente tossica è la polpa degli acini. Questa contiene, infatti, acido tartarico e il bitartrato di potassio, che sembrano essere i responsabili della reazione. Connessioni con contaminazioni da pesticidi, metalli pesanti o funghi sono già state escluse. Anche scorpacciate minime possono creare problemi a Fido. Per un avvelenamento sono, infatti, sufficienti 8.5 g di uva per kg di peso dell’animale e 3 g di uvetta.

I sintomi

Se il nostro cane mangia uva è fondamentale non farsi prendere dal panico. È importante sottolineare, in primis, che non sempre l’animale incorre nell’avvelenamento. Questo si verifica nel 50% dei casi, ma i fattori di rischio non risultano ancora chiari. In un primo momento, comunque, a poche ore dal pasto incriminato, Fido potrebbe sviluppare sintomi gastrointestinali, che includono vomito e diarrea. Il ritrovamento di acini non digeriti costituisce, in genere, un indizio piuttosto chiaro. Successivamente, tra le 48 ore i 5 giorni dopo, possono manifestarsi dolore al ventre, letargia, inappetenza, sete eccessiva, tremori e poliuria. Se i danni colpiscono effettivamente i reni, nell’arco di pochi giorni può comparire anche anuria, assenza di minzione. L’insufficienza renale acuta così indotta si rivela nel 20% degli eventi letale.

Cosa fare?

Nel caso in cui il nostro cane dovesse mangiare uva è opportuno rivolgersi immediatamente al veterinario. Se l’ingestione è avvenuta da meno di due ore è probabile che lo specialista consigli di indurre il vomito nell’animale. Per lo scopo si utilizza in genere perossido di idrogeno, acqua ossigenata, o semplicemente una miscela di acqua e sale. Il carbone vegetale risulta un’ulteriore arma a cui ricorrere successivamente per ridurre l’assorbimento delle sostanze tossiche a livello intestinale. Se dal pasto è già trascorso troppo tempo potrebbe, invece, rendersi necessaria persino una lavanda gastrica. A esordio dei sintomi già avvenuto l’unica soluzione rimane, spesso, il ricovero per un adeguato monitoraggio delle condizioni dell’animale e per la somministrazione di una terapia specifica.

L’uva potrebbe apparire innocua per il nostro cane, ma è bene ricordare che, insieme a cioccolato, aglio e cipolla, essa rientra, in realtà, fra i cibi per Fido più pericolosi. Razza ed età non sembrano al momento avere nulla a che fare con la predisposizione all’avvelenamento, ma la ricerca continua. Gli spuntini alternativi per i nostri amici a quattro zampe di certo non mancano.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.