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Cosa si intende per sviluppo sostenibile?

È un concetto che fornisce le linee guida per un nuovo modello di sviluppo: economia e società dovrebbero essere considerate un tutt’uno con l’ambiente.

L’espressione sviluppo sostenibile racchiude un concetto molto ampio. Proprio a causa di quest’ampiezza risulta ancora inafferrabile a molte persone che oggi lo sentono nominare. Nelle notizie è infatti sempre più presente. Il motivo è legato alla necessità da parte dei governi di elaborare piani di ripresa delle economie, affossate dalla crisi Covid, basati su un nuovo modello che metta al centro il rispetto dell’ambiente continuando a garantire al contempo un adeguato livello di benessere a tutti i cittadini. Ma concretamente cosa vuol dire?

Quello dello sviluppo sostenibile è un concetto che fornisce le linee guida per un nuovo modello di sviluppo: economia e società dovrebbero essere considerate un tutt’uno con l’ambiente

Non solo ambiente

Quando si parla di sviluppo sostenibile si tende a pensare soprattutto a politiche che promuovano il rispetto per la natura e l’adozione di comportamenti virtuosi. Tuttavia, il concetto è molto più complesso e vede le questioni ambientali strettamente intrecciate a quelle di altre due dimensioni fondamentali per lo sviluppo, quella sociale e quella economica. L’insostenibilità dell’attuale modello riguarda quindi questi tre ambiti collegati, non solo uno.

Tutto ciò emerge chiaramente dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 sottoscritti dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite. Un esempio: per garantire salute e benessere alle persone, proposito dell’obiettivo numero 3, è necessario che il nostro pianeta sia mantenuto sano e quindi assicurare acqua pulita e servizi igienico sanitari (obiettivo 6), lottare contro il cambiamento climatico (13), tutelare la vita sott’acqua (14) e la vita sulla terra (15).

Il Rapporto Brundtland

Per una definizione efficace e sintetica di sviluppo sostenibile si ricorre ancora a quella molto valida data dal Rapporto Brundtland nel 1987. Il documento, elaborato dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED) per le Nazioni Unite, fornì un elenco di proposte per favorire l’introduzione dello sviluppo sostenibile. Soluzioni che si basavano proprio dallo stretto legame tra ambiente, società ed economia e sulla cooperazione tra Paesi nell’affrontare i problemi comuni. Lo sviluppo sostenibile venne descritto come quello in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.

In concreto

Quando si parla di sviluppo sostenibile, quindi, si fa riferimento soprattutto a principi, linee guida. Concretamente non esiste una ricetta migliore delle altre per perseguirlo. Siamo infatti in un territorio ancora molto inesplorato. Si tratta più di un libro di ricette, dal quale si possono attingere combinazioni di azioni diverse.

Ecco allora che, tra le numerose operazioni concrete possibili, per l’ambiente si parla ad esempio di decarbonizzazione dei processi produttivi e dei trasporti, vale a dire del passaggio dai combustibili fossili alle più pulite fonti energetiche rinnovabili, come eolico e solare, e alla mobilità elettrica. In parallelo è possibile promuovere anche l’economia circolare allo scopo di contrastare la produzione dei rifiuti e ridurre l’uso di risorse del pianeta, favorendo da una parte la loro valorizzazione in nuovi processi produttivi e dall’altra la creazione di prodotti che, alla fine del loro uso, non finiranno nel bidone, ma diventeranno materia prima utile per altri scopi.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food