Animali domesticiAnimali selvaticiAttualitàHot TopicSicurezza alimentare

Cos’è la peste suina, la malattia che mette a rischio i maiali in Italia

La peste suina africana è arrivata a contagiare anche i cinghiali nei dintorni di Roma dopo quelli di Piemonte e Liguria. Ma l’uomo non corre rischi

A inizio 2022 era toccato a ben 114 comuni della penisola tra Piemonte e Liguria con lo stop di sei mesi alla caccia, al trekking, alla raccolta funghi e alle attività che possono mettere in contatto con cinghiali. Questo 7 aprile la Camera dei Deputati ha votato il via libera al decreto che contiene le misure urgenti per il contenimento dell’epidemia e ora la peste suina africana è arrivata anche nel Lazio con il governatore Zingaretti che ha firmato l’istituzione di una “zona rossa” dalla superficie di 65km quadrati. Ma cosa si intende per peste suina e quanto è pericolosa per l’uomo?

peste suina africana
Foto: Tho-Ge @Pixabay

Cos’è la peste suina africana

La Peste suina africana o PSA è una malattia virale che colpisce maiali e cinghiali. È un virus altamente contagioso e spesso letale per gli animali che ne sono colpiti. Fortunatamente la peste suina non è trasmissibile agli esseri umani. Tuttavia la sua alta contagiosità comporta spesso pesanti ripercussioni per le aree colpite. La peste suina interessa direttamente le aziende del comparto suinicolo ma anche il patrimonio zootecnico naturale degli animali che vivono in libertà. Come spiega il Ministero della Salute, la peste suina africana rientra nella lista delle malattie da denunciare immediatamente, anche per soli casi sospetti proprio in virtù della sua pericolosità.

Come colpisce la peste suina

La peste suina africana è causata da un virus della famiglia asfaviridae e al momento non esiste un vaccino in grado di proteggere gli animali. Maiali e cinghiali colpiti mostrano in genere febbre, perdita di appetito, andatura incerta, difficoltà di respirare ed emorragie interne ed esterne, specie su orecchie e fianchi. Gli animali che guariscono naturalmente dalla peste suina possono rimanere portatori sani per almeno un anno, contribuendo così alla diffusione. Il virus è particolarmente resistente anche all’esterno dove può sopravvivere fino a 100 giorni anche ad alte temperature. La diffusione avviene per mezzo di contatto diretto tra gli animali, la puntura di insetti, oppure attraverso il contatto con attrezzature agricole o alimenti contaminati.

La necessità di prevenzione

Al momento l’unico strumento per combattere la diffusione della peste suina africana è la prevenzione effettuando controlli costanti degli allevamenti e delle aree dove è diffusa la popolazione di cinghiali. In assenza di un vaccino, per gli animali infetti è previsto l’abbattimento assieme a tutti i suini presenti all’interno dello stesso allevamento. Una epidemia di peste suina sta interessando gran parte dei paesi dell’Est Europa dal 2014, giungendo in Germania nel 2020 e ora sulla penisola italiana. In Sardegna la peste suina è presente sin dal 1978.  

peste suina africana ministero
Fonte: Ministero della Salute

Le raccomandazioni del Ministero

Per evitare di propagare il virus di peste suina è indispensabile adottare una serie di accorgimenti. In particolare evitare di portare in Italia dall’estero prodotti a base di carne suina o di cinghiale come salsicce, prosciutti o salami che non riportino apposita indicazione di controllo. Fondamentale inoltre evitare di somministrare a suini resti alimentari e smaltirli invece in contenitori chiusi per rifiuti affinché non entrino in contatto con gli animali. Il virus infatti può sopravvivere anche negli scarti alimentari. Per i cacciatori dove la caccia è ancora consentita è fondamentale pulire e disinfettare le attrezzature ed evitare contatti con suini da allevamento dopo la caccia. Per gli allevatori è necessario invece rispettare le norme di biosicurezza, avendo cura di cambiare abbigliamento all’ingresso in allevamento ed evitando ogni tipo di contatto con i suini di altri allevamenti e cinghiali in natura.

blank
Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.