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Cos’è il glifosato e perché fa arrabbiare tanto gli ambientalisti

Tra gli erbicidi più utilizzati spicca il glifosato ma, tra divieti e proteste sulla sua cancerogenicità, capire cos’è e quanto è nocivo non è semplice.

Ora come ora chiedersi cos’è il glifosato è quasi inevitabile. Questo erbicida è, infatti, di recente tornato ad accendere le polemiche. Alcuni studi definiscono tale sostanza cancerogena. Le ultime valutazioni effettuate dall’UE vanno, però, in tutt’altra direzione. Gli ambientalisti sono, dunque, sul piede di guerra e ora si attendono i futuri sviluppi.

Cos'è glifosato
Foto: maxmann @Pixabay

Cos’è il glifosato?

Il glifosato è una sostanza chimica molto utilizzata in agricoltura per lo sviluppo di prodotti fitosanitari. La sua azione consente l’eliminazione delle erbacce e di vegetali infestanti. L’assorbimento avviene a livello delle foglie ma, in poche ore, il prodotto si diffonde a tutta la pianta, causando la perdita di nutrienti fondamentali. In circa due settimane avviene, così, il disseccamento. Sintetizzato per la prima volta nel 1950 da un chimico svizzero, il glifosato è stato commercializzato negli anni ’70 da Monsanto. Oggi la diffusione di piante geneticamente modificate per resistere al glifosato ha reso il suo utilizzo ancora più agevole. Il mercato risulta, dunque, particolarmente fiorente negli USA e nelle economie in via di sviluppo di Sudamerica e Asia.

Cancerogeno o no?

Le polemiche intorno al glifosato sono accese da anni. Una valutazione della International Agency for Research on Cancer aveva inserito tale sostanza tra quelle “probabilmente cancerogene per l’uomo”. Oggi tale giudizio è stato completamente capovolto. La European Chemicals Agency ha, infatti, definito il glifosato come sostanza potenzialmente letale per gli organismi acquatici e in grado di provocare nell’uomo gravi lesioni agli occhi. Secondo l’agenzia non esistono però prove sufficienti per classificarlo come tossico, mutageno o capace di provocare il cancro a specifici organi bersaglio. Gli ambientalisti qualificano la valutazione come un errore figlio di incongruenze, che si configura come un passo indietro importante nella lotta alla prevenzione dei tumori. A essere messe in discussione sono anche le linee guida con cui l’UE procede all’analisi delle sostanze chimiche.

Divieti e restrizioni

Una volta compreso cos’è il glifosato appare lecito chiedersi quanto e come questo venga utilizzato nel mondo. Negli USA l’impiego della sostanza rimane consentito dall’EPA e si dimostra, quindi, ancora largamente diffuso. Alcuni Paesi europei hanno, invece, mosso i primi passi in autonomia. L’Olanda ha, dunque, vietato la vendita dell’erbicida a livello domestico. In Francia, dove sembrava essersi affermata una politica di controllo dei pesticidi, una recente indagine ha, invece, rivelato la presenza di glifosato nell’urina del 99% degli abitanti. In Italia l’uso del composto resta al momento proibito nelle zone frequentate dalla popolazione, quali parchi, spazi verdi, cortili e altre aree pubbliche.

Capire cos’è il glifosato non può, purtroppo, risolvere gli interrogativi che su esso si affollano. La precedente valutazione dell’Echa aveva concesso il permesso di commercializzazione fino a dicembre 2022, ma ora la data di messa al bando è destinata irrimediabilmente ad allontanarsi. Da spettatori della vicenda a noi non resta che augurarci che la volontà di indagare si riveli più potente degli interessi.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.