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Cosa cambierebbe se decidessimo di diventare vegetariani?

Cosa cambierebbe se decidessimo di diventare vegetariani?

Diventare vegetariani: se tutti decidessimo di farlo domani, molto meno cibo verrebbe sprecato con un risparmio enorme di risorse per il pianeta. Un’analisi del Weizmann Institute of Science quantifica il fenomeno.

È innegabile: se tutti decidessimo da domani di diventare vegetariani il beneficio, non solo per gli animali, ma per l’intero pianeta sarebbe enorme. Ma quanto enorme? I ricercatori del Weizmann Institute of Science si sono posti questo problema e hanno quantificato la dimensione del fenomeno. Gli incredibili risultati della loro ricerca sono stati pubblicati nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il costo-opportunità di una dieta a base di carne

In economia esiste un indicatore chiamato «costo opportunità» e indica il costo «nascosto» che deriva dal fatto di scegliere un’alternativa inefficiente rispetto ad opzioni più vantaggiose. Ci sono diversi motivi per fare una scelta inefficiente come, ad esempio, un’abitudine consolidata, costrizioni culturali o mancanza d’informazioni. Facciamo una scelta inefficiente, ad esempio, quando ci ostiniamo ad utilizzare una lampadina a incandescenza invece di una a LED.

Cosa c’entra col cibo? Si stima che circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano al mondo venga sprecato in qualche modo: perché non rispetta gli standard imposti per la commercializzazione oppure perché supera la data di scadenza una volta raggiunti gli scaffali. Eppure il più grande spreco non incluso in questa stima è il «costo opportunità» di scegliere un tipo di dieta rispetto ad un altro, come ad esempio scegliere una dieta a base di carne invece di una a base di vegetali.

Una misura per lo spreco «nascosto» di cibo

Per descrivere il fenomeno gli scienziati del Weizmann Institute of Science di Rehovolt, in Israele, hanno coniato il termine «cibo sprecato opportunità» e calcolato quanto costa in termini di cibo non prodotto il fatto di destinare un appezzamento di terra all’allevamento di animali rispetto piuttosto alla coltivazione di vegetali. I risultati sono sorprendenti.

Prendendo ad esempio i soli Stati Uniti gli scienziati hanno calcolato che se tutti gli allevamenti a Stelle e Strisce passassero a coltivazioni vegetali, l’intera nazione produrrebbe cibo a sufficienza per sfamare qualcosa come 350 milioni di persone in più. La ricerca ha messo a confronto le risorse necessarie alla produzione per le principali categorie alimentari a base di carne come bovini, suini, pollame, latticini e uova alle risorse necessarie a produrre lo stesso quantitativo di nutrienti in termini di proteine e calorie. Dai dati si evidenzia come un passaggio a coltivazioni vegetali potrebbe produrre da due fino a 20 volte più proteine per ettaro.

Allevamento bovino il più inefficiente

I risultati più scioccanti sono stati per il manzo. Gli scienziati del Weizmann hanno calcolato come su un terreno in grado di produrre 100 grammi di proteine se coltivato a vegetali, lo stesso terreno destinato ad allevamento di manzo produrrebbe solo 4 grammi di proteine. In termini di «spreco opportunità», si tratta di uno spreco del 96%. L’allevamento del maiale si ferma al 90%, 75% per la produzione di latte e derivati, 50% per il pollame e 40% per le uova.

«La nostra analisi ha dimostrato come una scelta di dieta a base vegetale possa eliminare più sprechi di tutte le altre cause per cui cibo viene sprecato» è il commento del dr. Alon Shepod che ha condotto la ricerca. Cosa accadrebbe quindi se decidessimo tutti di diventare vegetariani? Al di là delle discussioni etiche sul fatto di nutrirsi di un essere vivente, faremmo semplicemente la scelta più efficiente.


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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