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Come riciclare l'olio da cucina esausto o riutilizzarlo in casa

Come riciclare l'olio da cucina esausto o riutilizzarlo in casa

Non è biodegradabile e ha un enorme potenziale inquinante, ecco perché è importante riciclare l’olio alimentare esausto correttamente

L’olio esausto non è rifiuto organico. È un ex-alimento che, dopo aver subito combustione, arriva a contenere sostanze nocive, anche tossiche, per l’uomo e l’ambiente. Non è biodegradabile e, anzi, ha un potenziale altamente inquinante se non smaltito correttamente. Riciclare olio da cucina esausto, o riutilizzarlo in casa, invece, non richiede particolari sforzi e rende un grande servizio all’ambiente.

riciclare olio esausto
FOTO: @Pixabay

Olio esausto e riciclo

Con la definizione di oli esausti ci si riferisce a tutti gli oli residui di origine industriale o domestica. Questi costituiscono uno specifico settore del riciclaggio dei rifiuti proprio perché fortemente inquinanti se sversati impropriamente nel terreno o nelle condutture di casa.

Si calcola che un solo litro di olio esausto possa inquinare una superficie d’acqua di circa 1.000 metri quadrati. Questo perché l’olio a contatto con l’acqua crea un sottile film, come una barriera, che ne compromette l’ossigenazione, danneggiando l’ecosistema circostante che ne dipende. Di contro, recuperarlo non è difficile e per molte aziende questo scarto è invece risorsa preziosa.

Cosa si può fare con l’olio esausto

L’olio esausto, una volta trattato e rigenerato, può essere riutilizzato per realizzare nuovi prodotti. Inchiostri, lubrificanti e oli per macchine agricole, glicerina per la saponificazione o biodiesel per automobili e aerei.

Addirittura, l’olio esausto rigenerato si utilizza per la produzione di mangimi fai da te, amalgamato con riso o pane raffermo. È un ottimo combustibile per lanterne ed è adatto per realizzare candele artigianali. Insomma, un esempio di economia circolare bello e buono.

Come riciclare correttamente l’olio esausto

Dopo aver utilizzato l’olio basta recuperarlo in un contenitore qualsiasi e consegnarlo in una isola ecologica vicina. Se l’olio è molto sporco, è buona pratica, prima di consegnarlo, filtrare i residui con un passino o una garza a maglia stretta.

Anche alcuni distributori di benzina, o supermercati, si occupano di ritirare gratuitamente l’olio esausto. In questo caso, i contenitori possono essere depositati direttamente nei punti di raccolta indicati. Ci sono, poi, aziende raccoglitrici autorizzate alle quali rivolgersi per il ritiro gratuito, qualora sia necessario smaltire consistenti quantità di olio esausto (vedi ristoranti, mense, imprese alimentari).

Per consulenze e chiarimenti, i consumatori possono comunque rivolgersi al CONOE, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti. L’ente si occupa di ridurre la dispersione dell’olio esausto al fine di tutelare la salute pubblica.


Elza Coculo
Elza Coculo
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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.
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