inNaturale
Home
>
Coltivazione riso, le emissioni del settore sono da allarme

Coltivazione riso, le emissioni del settore sono da allarme

Alla coltivazione del riso è connesso il rilascio in atmosfera di abbondanti emissioni di gas serra ma le opzioni per migliorare non mancano.

Quando pensiamo all’inquinamento, la coltivazione del riso non è di certo il primo settore che ci viene in mente. Uno studio pubblicato in Nature Climate Change ha però dimostrato che proprio a questo ambito sono attribuibili gran parte delle emissioni connesse all’agricoltura. Le strategie per migliorare il quadro esistono ma non sempre sono di facile applicazione, soprattutto in un mondo in cui la richiesta di cibo continua ad aumentare.

Coltivazione riso, le emissioni del settore sono da allarme
@envatoelements

Come avviene la coltivazione del riso? 

Il problema delle emissioni legate alla coltivazione del riso non può più essere sottovalutato. Nel 2020 il settore agricolo ha raggiunto i 2.5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente immessa in atmosfera e le risaie si sono rivelate la fonte del 43% dei gas serra del settore. La dinamica che si innesca è la seguente: nei terreni che rimangono sommersi per settimane si crea un ambiente privo di ossigeno

All’interno di esso i batteri trovano le condizioni favorevoli per decomporre la materia organica, generando metano, che fa da potente gas clima alterante. Dove il clima caldo e umido favorisce una maggiore e continua crescita vegetale, poi, il processo accelera ulteriormente.

Coltivazione riso ed emissioni: dove sono gli hotspot? 

A concentrarsi su quanto la coltivazione di riso possa rivelarsi impattante per l’ambiente ci ha pensato un team della Cornell University. Combinando dati raccolti sul campo, immagini satellitari e modelli, i ricercatori hanno tracciato una mappa per individuare i luoghi dove le colture generano più emissioni. Le indagini non si sono svolte in modo macroscopico, ma considerando specifici terreni collocati in determinati ambienti, attraverso il focus su cinture di 10 chilometri. 

Ne è emerso che l’Est Asia e Asia Pacifica dove le coltivazioni di riso abbondano, fanno da hotspot per l’immissione in atmosfera di gas serra. Dove le risaie sorgono su torbiere, poi, i problemi riguardano il suolo. Questo, finché rimane umido, funge da magazzino di carbonio ma, una volta drenato, libera ingenti quantità di CO2.

Come si può coltivare il riso in modo sostenibile? 

Alcune opzioni per rendere la coltivazione del riso più sostenibile esistono ma, dato che l’alimento nutre miliardi di persone sul pianeta, le complicazioni non mancano. Molti dei terreni più inquinanti forniscono infatti la maggior parte delle scorte alimentari mondiali. In altre zone, però, tra cui rientra per esempio l’Africa, i valori di gas serra introdotti in atmosfera sono più bassi, ma a diminuire è anche la quantità di calorie che i campi garantiscono. 

Migliorare l’efficienza appare quindi in alcune aree prioritario. Gli agricoltori possono, poi, fare molto attraverso la programmazione di drenaggi periodici dei campi e la corretta gestione della vegetazione. Norme idriche locali e sistemi di irrigazione talvolta non all’avanguardia limitano però la loro flessibilità. Un oculato uso dei fertilizzanti rappresenta l’altro imprescindibile accorgimento.

Limitare i danni connessi alle emissioni del riso appare prioritario e gli autori dello studio hanno sottolineato che la questione deve essere gestita dalle autorità competenti. Individuare, attraverso l’approfondimento delle ricerche, azioni mirate per specifiche aree costituisce, secondo loro, l’unica opzione per sfruttare nel modo migliore le risorse economiche, spesso limitate, che i governi mettono a disposizione dei piani di mitigazione dell’impatto ambientale.


Alice Facchini
Alice Facchini
Scopri di più
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
Scopri di più
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
Iscriviti alla newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità editoriali, i prodotti e le offerte