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Cheung Chau Bun Festival, in Cina tra parate e dieta vegetariana

Il Cheung Chau Bun Festival è un pittoresco festival taoista che si celebra ogni anno tra aprile e maggio, dove la dieta vegetariana è una delle caratteristiche principali.

Una dieta vegetariana di tre giorni all’interno di un’intensa settimana di celebrazioni, processioni di carri, falò, parate con maschere e danze del drago, coloratissimi costumi tradizionali e rituali taoisti. Tutto questo accade ogni anno sull’isola cinese Cheung Chau (Hong Kong), nel corso del celebre Bun Festival.

Cheung Chau Bun Festival, in Cina tra parate e dieta vegetariana bun

Nel corso dei tre giorni interamente dedicati alla cucina vegetariana, è possibile scoprire i piatti tipici locali, tra cui il tradizionale «bun», il soffice panino bianco portafortuna che da il nome all’evento. Per l’occasione i ristoranti locali di pesce adeguano il loro menù a proposte culinarie prive di prodotti di origine animale, quelli in stile occidentale sostituiscono la bistecca con gli spaghetti e persino il McDonald’s locale propone un burger vegetale a base di funghi al posto di quello consueto a base di carne. Quest’anno la festa si svolgerà tra il 19 e il 23 maggio 2018.

Le origini di una delle più grandi celebrazioni vegetariane del mondo

La bellissima isola Cheung Chau è la più meridionale tra le isole di Hong Kong e nonostante i soli 10 chilometri di lunghezza è nota per il Bun Festival, che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo (500.000 nel 2017). La festività rende omaggio alla storia dell’isola, e in particolare al periodo in cui, alla fine del XVIII secolo, saccheggiatori predatori invasero le acque di Hong Kong.

Cheung Chau Bun Festival, in Cina tra parate e dieta vegetariana parate

La popolazione del piccolo villaggio di pescatori si rivolse allora al dio del mare taoista Pak Tai per ricevere protezione, marciando per le strade di Cheung Chau con una statua della divinità, rinunciando a mangiare carne per tutti i giorni del sacrificio e offrendo panini dolci a Pak Tai. Quando i pirati scomparvero pochi anni dopo e la piaga finì, Cheung Chau fece di questo rituale taoista un evento annuale, per continuare a celebrare la pace. Come afferma Eric Ho, Vice Presidente del Comitato rurale dell’isola, la dieta vegetariana di tre giorni è uno degli aspetti culturali più importanti del festival.

Cosa si mangia al Bun Festival, il paradiso cinese per vegetariani

Come abbiamo visto non solo folklore, maschere e rituali religiosi caratterizzano il Bun Festival, ma anche i tre giorni di astinenza da carne e pesce. Nonostante la reputazione di Cheung Chau per i frutti di mare, la metà dei fornitori di cibo dell’isola ha accettato di sostituire le opzioni vegetariane a quelle piene di carne nel 2017. Alcuni venditori ambulanti hanno sostituito polpette di pesce con tortini di rapa fritti, e trattorie locali a conduzione cinese conosciute per il loro har gow ripieno di gamberetti hanno deciso di optare per involtini primavera vegetariani. La notizia che ha suscitato più stupore, soprattutto all’estero, è quella che riguarda la volontà del McDonald’s di servire in queste tre giornate solo burger vegetariani a base di funghi.

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In questo tripudio di piatti vegetariani, il re della tradizione era e resta però il «bun», un panino ripieno e cotto al forno. Questa fragrante pagnottella è una delle specialità di Hong Kong; gli abitanti ne vanno matti e la consumano a tutte le ore del giorno, come spuntino, pasto, dessert e persino come regalo di benvenuto. Possono essere sia dolci che salate ma una delle varianti più popolari è quella all’ananas. L’impasto, a cui spesso si aggiunge latte o crema pasticcera, una volta cotto ha un invitante guscio burroso. Il bun è quindi caratterizzato da un perfetto equilibrio tra friabilità e morbidezza e viene servito rigorosamente caldo.

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I bun venduti durante il festival sono fatti con un impasto dolce che contiene semi di loto, sesamo e fagioli rossi, sui quali vengono stampati simboli di pace, salute e prosperità. Questo piatto tradizionale è anche il gustoso protagonista dell’evento di chiusura del Bun Festival, che si celebra la mezzanotte dell’ultimo giorno. Questo consiste in una gara tradizionale che consiste nello scalare una torre di bambù di 18 metri coperta da panini. I concorrenti devono raggiungere la vetta e contemporaneamente afferrare più bun possibili, simboli di fortuna.

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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.