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Caldo e sudore: tutta colpa dell’umidità

Vi è mai capitato di controllare con una certa ansia la temperatura esterna per capire come vestirvi, salvo poi scoprire che fa molto più caldo del previsto? È tutta colpa dell’umidità.

Partiamo da un assunto molto importante: per capire se occorre vestirsi più o meno leggeri la temperatura non è un fattore così rilevante, almeno non quanto il protagonista di questo articolo, l’umidità. Ed è proprio lei a rendere spesso inaffidabili le temperature che il meteo o la nostra app di fiducia segnala per la giornata.

Caldo e sudore: tutta colpa dell'umidità

Tutta colpa del nostro termostato interno

Il nostro corpo ha un termostato integrato il cui scopo è assicurarsi che la nostra temperatura interna rimanga sempre stabile sui 37 gradi, così che tutti i nostri ingranaggi biologici funzionino al meglio. Quando il corpo sente l’esigenza di raffreddarsi i vasi sanguigni si dilatano così da lasciare scorrere il sangue verso braccia, gambe e pelle, in modo da eliminare il calore in eccesso.

Allo stesso tempo le ghiandole che producono il sudore cominciano a secernere una patina umida sulla pelle, la cui funzione è assorbire parte del calore dal nostro corpo durante l’evaporazione. Ed è proprio quest’ultimo passaggio a causare problemi alla nostra percezione del calore, dove l’umidità dell’aria ci gioca uno scherzo poco simpatico.

Tutta colpa del nostro termostato interno

Vapore, umidità e rugiada

Quando c’è già un elevato tasso di umidità nell’aria, il sudore non riesce ad evaporare molto velocemente e il calore tende ad accumularsi nel corpo, aumentando man mano la nostra sensazione di caldo.

Di solito è per questo che nei bollettini meteo viene indicato anche il dato dell’umidità relativa: questo fa riferimento al grado di saturazione dell’aria, o in altri termini, quanto vapore può ancora accumulare prima di non poterne stipare altro. Ma anche questo dato non è così d’aiuto, visto che l’umidità relativa massima aumenta con l’aumentare della temperatura. Ok, complicato vero? Facciamo un esempio pratico: per due giorni l’umidità relativa rimane stabile al 50%, ma il primo la temperatura è di 30°, il secondo invece 35°; alla luce di quanto scritto prima, percepiremo il secondo giorno come molto più caldo, visto che ci sarà ancora più umidità nell’aria rispetto al primo.

Vapore, umidità e rugiada

A risolvere la situazione potrebbe essere un terzo parametro che non si sente quasi mai durante gli aggiornamenti meteo: il punto di rugiada. Potrà sembrare una cavolata, ma funziona, in primis perché questo è un dato assoluto, non relativo come l’umidità. In linea di massima, quando il punto di rugiada supera i 18° gradi allora è il momento di preoccuparsi, i nostri vestiti cominceranno ad appiccicarsi alla pelle e la sudorazione non funzionerà al meglio. Ora serve solo capire se il vostro servizio meteo di fiducia vi dice anche il punto di rugiada, no?

Fonti: weathersicily.it – headlinesciencenow.com – atmos.umd.edu – weather.gov – bbc.co.uk – restartexperiment.com (D.t. Brown)

TOPIC caldosudore
REDAZIONE
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