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Bottura lascia lo scettro all’Eleven Medison Park

Nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo il nuovo re è lo chef Daniel Humm con la cucina impeccabile dell'Eleven Medison Park.


La World’s 50 Best Restaurants, classifica ideata nel 2002 da Restaurant Magazine, che l’anno scorso aveva consacrato Massimo Bottura sul gradino più alto del podio, quest’anno cosegna lo scettro all’Eleven Medison Park di New York. L’osteria francescana si attesta comunque seconda, prima in Europa, mentre il resto del quartetto italiano si difende bene, scalando qualche posizione e vedendo per il primo anno anche lo chef Niko Romito.

Premiazione-50-Best-Restaurants

Quando si premia l’autorevolezza

La lista, ormai arrivata alla sua quindicesima edizione, è stilata sotto l’occhio vigile di San Pellegrino, con l’indispensabile aiuto di un’ampissima giuria, ben 837 esperti del settore distribuiti in tutto il mondo. La location di quest’anno è stata il Royal Exhibition Building ai Carlton Gardens nella città di Melbourne, Australia, perfetto palcoscenico per una delle kermesse gastronomiche più mediatiche al mondo. Quando si stila una lista dei migliori tra i migliori diventa difficile stabilire quali siano i parametri da utilizzare, sta di fatto che questo premio prende non tanto in considerazione il mero talento di uno chef ma l’auterevolezza che esso riesce a raggiungere nel suo campo.

Oltre a Bottura comunque l’italia può vantare il ristorante Piazza Duomo, al quindicesimo posto, Le Calandre al ventinovesimo, oltre ad una new entry,il ristorante Reale di Niko Romito, a Castel Di Sangro, che debutta in lista al 43esimo posto. Annata positiva per gli italiani insomma, ma anche per i francesi non si scherza, con il Plaza Athenee di Alain Ducasse che strappa un’ottima tredicesima posizione e Yannick Allenò con il suo Pavillon Ledoyen, che si piazza trentunesimo. Spazio anche per qualche premio speciale, come il miglior pastry chef, il francese Dominique Ansel, come è francese anche il premio per la maggior sostenibilità, che finisce al Septime di Parigi.

Uno sguardo all’Eleven Medison Park

Così viene descritto il ristorante, ma all’atto pratico, com’è il nuovo campione assoluto? Innanzitutto è meglio ricordare che questo locale non è nuovo della lista, anzi, è il settimo anno che compare nella lista ed è rimasto nella top ten dal 2012, terzo l’anno scorso. La location del ristorante è uno dei suoi punti forti, situato in uno straordinario grattacielo déco che si affaccia su Madison Park, lasciando svanire il confine tra ospitalità e cucina. L’ambiente è molto meno raccolto di quanto ci possa aspettare da un ristorante di questo livello, il che rende ancora più impressionante il suo successo. Arriviamo al dunque però: cosa si mangia?

Eleven Medison Park Piatto FoiGras

It’s the perfect partnership of outstanding hospitality and exquisite food in an iconic setting in New York City that makes Eleven Madison Park the No.1 in The World’s 50 Best Restaurants. Co-owners Will Guidara and Daniel Humm have put their lives into breaking down the walls between dining room and kitchen, making sure the customer experience is harmonious from start to finish.

Conviene prepararsi a mettere da parte i propri risparmi: siamo all’Eleven Medison Park, parliamo di un ristorante che dall’11 Aprile di quest’anno serve esclusivamente il suo menù degustazione da undici portate, sia per pranzo che per cena, per una durata complessiva di circa tre ore. I piatti ripercorrono gli ultimi undici anni di attività del ristorante, selezionando il meglio tra le ricette finora tentate, pur sempre lasciando al posto d’onore una delle preparazione più acclamate del ristorante, l’honey lavender roasted duck.

Tutto questo, alla modica cifra di “$295 per guest all inclusive, excluding beverages and tax.” (alla data dell’articolo; elevenmadisonpark.com)

Fonti: gambero rosso – bradleyhawks – theworlds50best

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.